Donzelli Libri
Libri editi da Donzelli Assistenza sociale e sistemi di sussidio
Dare spazio. Terzo settore, politica, welfare Borzaga Carlo Gori Cristiano Paini Francesca - Donzelli, 2023 - Occhielli
Nell'inferno delle disuguaglianze, il Terzo settore deve aprirsi al dialogo con la politica, dare spazio a ciò che inferno non è, tutelarlo e costruire così il futuro. Il futuro non è una stanza vuota, ma il frutto delle scelte che facciamo oggi. E un futuro diverso e migliore può essere immaginato e proposto dalle realtà che compongono l'universo del Terzo settore solo quando queste non si limitano a gestire servizi, ma si impegnano per affermare e realizzare istanze politiche di inclusione, riduzione delle disuguaglianze, pari dignità di tutte le persone. Solo così si può esprimere una forza politica ed etica che recepisca e faccia proprie le finalità tipiche del welfare. Ripercorrere il cammino del Terzo settore significa infatti restituire a chi lavora in questo ambito la consapevolezza della propria identità, portando alla luce quegli strumenti che hanno marcato importanti passaggi nelle politiche sociali: dalle prime istanze nate nella prossimità fisica alle situazioni di marginalità, fino alle piattaforme digitali che anticipano le sfide di domani. Questo volume nasce con l'intento di affrontare in forma di dibattito - attraverso il dialogo tra gli autori, ma anche dando voce a una pluralità di esperti, offrendo così una varietà di punti di vista - il rapporto tra Terzo settore e politica e, più precisamente, il modo in cui, grazie al lavoro svolto dal Terzo settore nell'arco di quarant'anni, le istituzioni hanno accolto le esigenze della società civile. Ma è anche un'occasione per rileggere la storia del Terzo settore e comprendere come la sua capacità trasformativa possa incontrare le istituzioni in un paese che sta mutando pelle dinanzi alle nuove esigenze e che fatica a trovare spazi di rappresentanza. Non bisogna mai dimenticare le responsabilità politiche del Terzo settore, nella consapevolezza che la sua vocazione politica oggi più che mai ha bisogno di essere evidenziata, valorizzata, agita e coltivata: perché la politica è il regno dei fini, e i fini abitano il futuro.
La Mediazione con bambini e adolescenti Baraldi C. (Cur.) Maggioni G. (Cur.) - Donzelli, 2009 - L'aquilone. Saggi Sull'infanzia E L'adol.
Cosa si intende per "mediazione"? Quali sono le funzioni e i compiti del mediatore e quale ruolo assume questa figura professionale quando uno dei termini della relazione dialogica è un bambino o un adolescente? L'universo della mediazione è composito e stratificato: oltre a quella interculturale, che di recente è stata posta al centro del dibattito sulla scuola, i saggi contenuti nel presente volume focalizzano l'attenzione su altre forme fondamentali, come la mediazione familiare, quella penale, quella nei servizi sociali e quella nei contesti educativi in genere. Le caratteristiche proprie della mediazione assumono particolare pregnanza proprio quando essa coinvolge bambini e adolescenti, in quanto nel caso specifico viene ribaltato il pregiudizio sociale nei confronti della competenza dei bambini - pregiudizio che esaspera quello presente quando i partecipanti sono migranti o più in generale persone ritenute incompetenti nel risolvere i propri problemi. Il mediatore non è colui che scioglie o appiana i conflitti, ma la sua finalità precipua è quella di promuovere la partecipazione attiva, la riflessione sulle diversità e i processi decisionali autonomi dei partecipanti. Questo volume offre nuovi contributi all'analisi della mediazione, evidenziando i suoi significati culturali, le sue rappresentazioni sociali e le tecniche che la caratterizzano.
Dietro quel portone. L'infanzia negata nei collegi dell'Italia del dopoguerra Fantini Claudia - Donzelli, 2026 - Saggine
«Il portone del collegio che si chiude non significa solo una separazione fisica, ma simbolica. È il gesto che sancisce l'ingresso in un altro mondo, in un'altra logica, in un'altra vita. Ecco la realtà nascosta dietro il mito dell'educazione rigorosa: una pedagogia del dolore, una didattica dell'obbedienza, un'istituzione totale che non formava, ma piegava». «Allora non ne ero ancora consapevole, ma tutto quello che ero e che ero stato fino a quel momento sarebbe scomparso per sempre, chiuso fuori da quel portone. Niente sarebbe stato più come prima. Niente è stato più come prima». Così Emilio Ciavarelli ricorda il momento in cui, da bambino, entra nella colonia permanente «Federico Di Donato» di Narni. Dal 1965 al 1970, gli anni della scuola elementare, Emilio vive lontano dalla famiglia, nell'istituto gestito da suore come un «lager». L'unico conforto: le visite di una donna che lo riempie di affettuose attenzioni, ma che a un certo punto svanisce nel nulla, e che Emilio cercherà per tutta la vita: Maria Vittoria Scrocchia. Il rumore del portone che si chiude alle spalle è fissato in modo indelebile nei ricordi di centinaia di ex bambine e bambini che, tra gli anni cinquanta e settanta, vissero dentro istituti che promettevano assistenza ed educazione ma che spesso si traducevano in rigida disciplina, abusi e privazioni affettive. Luoghi in cui la coercizione era continua e minuta, lo spazio rigidamente diviso, il tempo frammentato, persino i movimenti codificati. La voce di Emilio, raccolta con grazia da Claudia Fantini e sapientemente intrecciata ad altre testimonianze in un racconto corale, descrive cosa significasse, nell'Italia del boom, crescere in un collegio dell'Opera nazionale maternità e infanzia, uno di quegli istituti fondati durante il fascismo per educare all'obbedienza e chiusi solo negli anni settanta, dopo che alcune inchieste giornalistiche - riportate in appendice al volume - avevano rivelato un sistema di malversazioni e clientelismi nell'assistenza all'infanzia che coinvolgeva gerarchie religiose e interessi politici. Alle testimonianze dalla viva voce degli ex bambini e bambine del collegio «Federico Di Donato» si affiancano le riflessioni dell'autrice che, inquadrando le vicende di Narni nel più ampio contesto storico e sociale, illuminano una pagina poco raccontata della storia sociale italiana e invitano a interrogarsi sul rapporto tra istituzioni, educazione e diritti dell'infanzia. Come scrive Giorgio Parisi nella sua Prefazione, «i piccoli reclusi di un tempo hanno trovato in Claudia Fantini una mediatrice partecipe, e in questo libro un luogo per parlare con tutti noi». Una storia individuale che si rivela, alla fine, storia di molti.