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Diario americano Dickens Charles - Editori Internazionali Riuniti, 2013 - I Classici
Nel gennaio del 1842 Charles Dickens intraprende un viaggio a bordo del piroscafo Britannia in partenza da Liverpool, destinazione: America. Questo è il racconto, sotto forma di diario, di quei giorni avventurosi trascorsi negli Stati americani, a partire dalla lunga e rocambolesca traversata oceanica, e poi da Boston al Canada, passando per Philadelphia, Washington, le cascate del Niagara, attraverso i luoghi, le scoperte e gli incontri filtrati dallo sguardo attento e curioso di Dickens. Una testimonianza preziosa, che rivela una pacata fascinazione per il Nuovo continente mista a una denuncia, a tratti severa, nei confronti di un paese che sembra aver tradito, agli occhi di un fine osservatore del suo tempo, le aspettative di progresso, sociale prima ancora che industriale. Una riflessione profonda che, per espressa volontà dell'autore, vuole essere obiettiva e veritiera, e che restituisce, in tutti i suoi particolari, nelle descrizioni sempre dettagliate degli spazi, urbani e naturali, delle istituzioni e della società, e nelle lucide riflessioni con cui non manca di accompagnare e sollecitare il lettore, il piacere continuo della scoperta.
Ore inglesi James Henry - Editori Internazionali Riuniti, 2011 - Asce
Scritte nell'arco di un ventennio, tra il 1872 e il 1890, le "Ore Inglesi" rappresentano un capitolo fondamentale dell'avventura letteraria jamesiana. Ognuno dei saggi che compongono la raccolta è un piccolo capolavoro di quella letteratura di viaggio che nell'Ottocento contribuì a creare miti europei e a fondare idee cosmopolite di cui si nutre tutt'oggi il nostro immaginario collettivo. Ma basta scorrere le date per convincersi dell'eccezionalità di questo "viaggio" che impegnò Henry James per decenni, senza soluzione di continuità. Il filo rosso che unisce le tappe del suo itinerario delimita senz'altro uno spazio geografico, ma nel farlo percorre l'intera esperienza biografica e artistica del grande romanziere americano, che sbarcò in Inghilterra nel 1869 per non allontanarsene più. Ne emergono lo spirito di un'epoca e la storia di un uomo, frontiersman e appassionato giramondo, la cui voce erratica trovò negli scenari inglesi la sua cassa di risonanza più sonora. Se questi scritti conservano la dimensione del réportage, ciò è dovuto al punto di vista sottilmente indiretto che James, esule nella sua patria d'adozione, non abbandonerà mai nel corso dell'opera. A metà tra il viatico romantico e la satira di costume, l'autore ci conducendo per mano lungo quell'affascinante linea di confine in cui esperienze di vita e invenzione letteraria si confondono l'una nell'altra sino a divenire una cosa sola. Introduzione di Maria Pia Ammirati.