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Libri editi da Editpress Filosofia
Il journal di Thoreau. Un modello di scrittura dell'universo Nocera Gigliola - Editpress, 2012 - Studi
Henry David Thoreau (1817-1862), discepolo di R.W. Emerson, autore di Walden (1854) e di testi di pensiero libertario quali "La disobbedienza civile" (1849), viene qui rivisitato dal versante della modernità. In questa nuova prospettiva, Thoreau emerge come un interprete del Trascendentalismo americano in grado di risolvere il dibattito tra idealismo ed empirismo alla luce di una nuova visione della Natura. Scrittore e filosofo, lettore di Darwin e antropologo degli ultimi Indians, Thoreau individua nel mito del selvatico, in quel "wild" soffocato dalla "civiltà", la chiave per conciliare la nostra soggettiva tensione verso la trascendenza con l'oggettiva ciclicità della storia naturale di cui siamo parte e di cui l'Indian è l'ultimo prezioso testimone. Attraverso i suoi scritti più noti, ma soprattutto attraverso l'inedito e sterminato Journal che viene qui riportato alla luce, Thoreau si rivela anche come un lungimirante anticipatore della moderna ecologia.
Verità, razionalità e società. Studi di filosofia sociale Negro M. (Cur.) - Editpress, 2012 - Studi
I saggi qui raccolti mettono in luce l'indissolubilità del rapporto fra verità e razionalità nell'ambito dell'agire sociale. Non può darsi verità senza razionalità, cioè senza l'adeguatezza dello stare nel mondo, nella storia e nella società. Sarebbe incomprensibile un discorso sulla giustizia, al di fuori del riconoscimento di un modello di razionalità che non si pieghi ai vincoli della pura strumentalità e che includa innanzitutto la virtù, cioè la "relazione buona" con il sé e con gli altri, come elemento ineludibile della propria auto-definizione. Altrettanto incomprensibile apparirebbe la lettura della dialettica storica e delle sue leggi, qualora si astraesse dall' irriducibilità della persona e della sua responsabilità ai processi deterministici e alle spinte massificanti e persino totalitarie. In una tale prospettiva sarebbe altresì criticabile un'ipotesi interpretativa della conoscenza e della sua normatività, che si fondasse pressoché esclusivamente sulla circolarità dei significati sociali, prescindendo dal plesso originario di significato e verità.