Edizioni Clichy Libri
Libri editi da Edizioni Clichy Arti: argomenti d'interesse generale
Forse piove Ranaldi Renato - Edizioni Clichy, 2019 - Clichy - Fuori Colla
«Come sarebbe la condizione mitica di rinchiudersi in una Tebaide se non ci fosse la speranza di mettere a morte la Misura che ha fatto l'orgoglio degli esteti?». È la domanda di chi abita il mondo dell'Arte che gli chiede di continuo di proiettare il proprio coraggio e l'impegno per una teoria inesorabile che lo rende ostile a tutti. Il protagonista di "Forse piove" pedina passo passo la tragedia per coglierla in fallo e ridervi sopra. È una vita appestata dall'essere sospeso tra la dimostrazione di una bella mano e il costante rifiuto dell'artigianalità che ha piagato tutta l'Arte, compresa quella osannata nei musei. A pacificarlo e a stemperare il suo furore teoretico non servono gli amici, la coscienza della Noia come condizione superiore e l'umorismo che riverbera, una badante che gli si offre con devozione: ci vuole un cataclisma, quella Straordinarietà che egli ha sperato apparisse in veste di soggetto da ritrarre, qualcosa che riflettesse una visione tragica della meraviglia: così si apre la porta aurorale della conoscenza all'ultimo punto dell'annientamento nella scena libertina, è il premio che lo farà sentire nuovamente artista.
Inseguire i sensi Bacon Francis Spender M. (Cur.) - Edizioni Clichy, 2014 - Sorbonne
Per ogni artista esistono tre fonti d'informazione: la sua arte, la sua vita, e quello che l'artista ci racconta. Nel caso di Francis Bacon queste tre fonti rifiutano di allinearsi. Più si tenta di metterle insieme e più rimangono separate. Per Bacon, il quadro deve "funzionare". Non deve essere bello o brutto, o semplicemente riuscito: deve acquisire una sorta di forza meccanica capace di causare tutta una serie di reazioni nel corpo di chi guarda. E a volte, quando il quadro è davvero finito, Bacon mischia il bianco dal tubetto finché diventa una crema liquida, e lo lancia con la mano sul quadro, dove rimane sulla superficie senza ulteriori ritocchi. Non si osava dirlo durante la vita dell'artista, ma si trattava esattamente di un orgasmo maschile lanciato verso il quadro, proprio come lo sarebbe stato verso la stanza, se l'orgasmo fosse stato reale.