Edizioni Espera Libri
Libri editi da Edizioni Espera Archeologia medievale europea
Sepolcreto Nord-Ovest. Rinvenimento di un contesto tardo antico a Cecchignola, Roma Asta V. (Cur.) - Edizioni Espera, 2025
Le campagne archeologiche condotte nel corso del 2024 hanno portato alla scoperta in modo fortuito di un sepolcreto ipogeo, ricavato nel banco vulcanico e rimasto celato nel sottosuolo per secoli. Il complesso funerario si presenta strutturato in un corridoio di accesso che conduce a una camera circolare, dalla quale si diramano tre tombe ad arcosolium, sormontate da una grande nicchia a catino. All'interno dell'ambiente sono state individuate undici sepolture con resti di individui adulti e bambini, che si distinguono per una significativa varietà tipologica, testimoniando una complessità funeraria di particolare rilievo. Tra i reperti rinvenuti spiccano manufatti di pregio, come un'elegante ampollina di vetro, ventitré lucerne fittili e un "sonaglietto" fanciullesco, che hanno consentito di attribuire il complesso funerario a un arco cronologico compreso tra il IV e il VI secolo d.C., offrendo preziosi elementi per approfondire la conoscenza delle pratiche funerarie e del contesto storico-culturale dell'epoca.
Indagini e studi su S. Maria di Pomposa (1982-2012) Russo Eugenio - Edizioni Espera, 2019 - Topografia Antica
L'abbazia di Pomposa ha una storia articolata e complessa. La chiesa attuale a 3 navate risale nella prima fase, poco dopo la metà dell'VIII sec. Con l'aprirsi dell'XI sec. inizia a Pomposa un fervore di opere sotto l'abate Guido (1008-1046): tra il mille circa e il 1026 viene costruita la cripta; nel 1026 viene costruito all'interno uno dei più precoci esempi di jubé attestati sul suolo italiano (purtroppo poi demolito in sèguito alla riforma liturgica del Concilio di Trento) e confermato dall'organica sopraelevazione del pavimento dell'VIII sec.; sotto l'arcivescovo ravennate Gebeardo (1028-1044) viene realizzato l'attuale atrio, opera d'un artista orientale di eccezionale livello, maestro Mazulone; nel 1063 viene eretto, da parte dell'architetto Deusdedit, il portentoso campanile, portato a termine entro l'XI secolo. L'importanza in campo storico-artistico del complesso, e segnatamente dell'atrio, è rimarcata nel testo, rispetto alla stessa Montecassino dell'abate Desiderio (di cinquant'anni posteriore), anche grazie all'acquisizione di una pianta della fine del Cinquecento che ci mostra tutto lo sviluppo del monastero, veramente in Italia princeps.