Edizioni Mea Libri
Libri editi da Edizioni Mea ARTI
Poetiche del conflitto in interno borghese. Il teatro anarcoide di Manlio Santanelli D'amora Mariano - Edizioni Mea, 2023
Il teatro di Santanelli coglie aspetti non immediatamente percepibili del reale mediante una radiografia della disarmonia che investe la condizione umana nella quotidiana esistenza. Non s'intende rappresentare la realtà, poiché quest'ultima (pirandellianamente) "non esiste", ma quell'illusione che ciascuno elabora in misura soggettiva, lasciando che a prevalere sia una visione perfettamente univoca e mentalistica in cui, abiurati gli intrecci lineari e risolutivi, il relativismo prospettico viene eletto a naturale modus operandi. A più livelli, la linea principale del serio-comico santanelliano rivela la volontà di porre continuamente in discussione le certezze nelle quali l'umanità si crogiola, i luoghi comuni, gli alibi intellettuali. Drammaturgicamente non si persegue quel processo di assottigliamento del diaframma tra finzione e realtà principiato con i padri del teatro moderno, Ibsen e Cechov, così come diversa è la strada rispetto alla visione razionalista del reale che in Brecht trova piena attuazione. Si produce, altresì, un'apertura, nei margini e nelle falle del vissuto, della possibilità di un iter scenico fondato su un'inedita agnizione dell'immaginario.
Una città che dipinge. Quando le difficoltà comunicative possono creare arte. Ediz. illustrata Nappi Giovanni Iorio Vittorio - Edizioni Mea, 2022
"Una città che dipinge" nasce come concorso di pittura e disegno per ragazzi con disturbi dello spettro autistico. Un progetto inclusivo: ai ragazzi, anche attraverso attività laboratoriali, viene consegnato uno strumento espressivo al pari della scrittura. Chi non riesce a scrivere, infatti, può utilizzare il disegno e la pittura per comunicare le proprie emozioni.
Carlos Gardel. Il tango a Napoli Moreno Diego - Edizioni Mea, 2025 - I Saggi
"- Cos'è il tango? Quando è arrivato il Tango Canción, con dentro solitudini, amori difficili, coltellate di guappi e tanto altro, sono nati i poeti dell'umiltà del popolo di Buenos Aires, e dovunque si ascoltava un 'bandoneón' che modulava tango, melodie di vite arrivate da porti lontani. Questa mescolanza di razze che diedero origine al 'porteño' trovò la sua forma musicale nel mio 'Tango-Canción'. Non basta avere la voce più melodiosa per intonare un tango. No! Bisogna sentirlo e viverne lo spirito. Io lo vivo, lo sento nel dolce sguardo di una donna bella ed elegante che mi vede passare velocemente sulla mia voiturette; so di essere il Tango quando uscendo dall'ippodromo i ragazzi mi seguono con lo sguardo sorridendomi. So che è un omaggio al Tango. Io sono per loro il Tango "Yo soy el Tango". E la cosa mi piace molto, perché così sono più 'criollo', più argentino. Anche se canto una dolce canzone francese, anche se canto "Comme se canta a Napulè" in lingua napoletana, so di essere il cantante di tango in prestito per interpretare altre canzoni, altre melodie. Io sono per loro il Tango". Carlos Gardel (settembre 1933)