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Libri editi da Edizioni Studio Tesi Società e cultura: argomenti d'interesse generale

Fiabe criminali. Violenza, omicidio, malvagità nella letteratura «per l'infanzia» libro
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LIBRO   9788876926853

Fiabe criminali. Violenza, omicidio, malvagità nella letteratura «per l'infanzia» Centini Massimo   -  Edizioni Studio Tesi, 2023  -  Biblioteca Contemporanea

Anni di studi di filologi, di storici della letteratura e della religione hanno dimostrato che la fiaba è un universo complesso, un laboratorio antropologico e psicoanalitico di straordinario interesse nel quale si mescolano questioni legate alla linguistica, all'origine e alla diffusione dei miti, ai processi narrativi sviluppatisi nel passaggio tra l'oralità e la scrittura. Ma una peculiarità delle fiabe riguarda la presenza nelle loro trame di tematiche paradossalmente poco adatte ai bambini e con sfaccettature anche violentissime: omicidi, stupri, pedofilia, smembramenti, morti violente, antropofagia ecc. Ed è tale l'ambito affrontato in questo libro: il lettore vi scoprirà aspetti nascosti, ma che abbondano in una letteratura ancora definita "per l'infanzia". Prefazione di Fabrizio Russo.

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La leggenda del dottor Faust. Secondo i documenti originali libro
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LIBRO   9788876925887

La leggenda del dottor Faust. Secondo i documenti originali Saintyves Pierre  Fincati V. (Cur.)   -  Edizioni Studio Tesi, 2013  -  Biblioteca Contemporanea

Il Dottor Faust fu un umanista, di nobili natali, il cui vero nome sarebbe stato Georgius von Helmstatt, nato a Knittlingen nel 1466, che aveva latinizzato le sue generalità, secondo una moda molto in voga a quei tempi, in Georgius Sabellicus Faustus Junior. Nel far ciò aveva unito i soprannomi latini di due umanisti italiani dei quali sarebbe stato amico o discepolo: Publius "Faustus" Andrelinus (1462-1518) e Marcantonio Coccio "Sabellicus" (1436-1506). Questi due avrebbero fatto parte di una scelta confraternita di umanisti che segretamente coltivavano il paganesimo. I membri di tale confraternita, cui aderirono Pomponio Leto, Bartolomeo Platina e Lorenzo Valla, furono dispersi da Papa Paolo II. Leto e Platina vennero incarcerati e torturati in Castel Sant'Angelo mentre Marcantonio "Sabellicus" Coccio riuscì a sfuggire alle grinfie del papa, divenendo in seguito prefetto della Libreria di San Marco a Venezia. Del vero Faust fece menzione per primo il famoso abate Tritemio - anch'esso in odore di magia, anche se cristianeggiante - in una lettera, che ne disse peste e corna. A Tritemio si unirono molti altri detrattori, tra cui il principale discepolo di Lutero, Melantone. Risulta evidente che il motivo di tanto astio stava nella cultura classicheggiante dell'umanista Faust il quale girava la Germania ostentando le sue idee proprio nel momento in cui sorgeva l'astro di Martin Lutero, la cui Riforma si rivolgeva contro Roma corrotta e centralista.

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