Efg Libri
Libri editi da Efg Credenze popolari e conoscenze controverse
Ho visto una festa Cancellotti Andrea - Efg, 2019 - Fotografia
«Emozioni di un tempo. Per una lunga fase della mia vita ho pensato che il mio fosse l'unico modo giusto di festeggiare il nostro patrono. Mi sbagliavo. Osservando, fotografando, stando sempre più in disparte ho visto tanti modi di vivere la Festa, tutti stupendi e pieni di sentimento. Ai tempi di queste fotografie ero un ragazzo che si buttava nelle feste come un matto, ma il gusto di fermare il tempo con la macchina fotografica ce l'ho avuto sempre.»
Io cero 15 maggio 2020. La Festa dei Ceri di Gubbio sospesa Neri Elisa - Efg, 2020 - Studi E Ricerche
Questo libro racconta una storia pubblica, fatta da 5.226 storie private. È la storia di una community Facebook al tempo del Covid-19. Un gruppo che si è stretto attorno alla perdita della Festa dei Ceri di Gubbio nel maggio 2020. C'è chi la definirebbe una case history. Una narrazione collettiva di un lutto culturale da testimoniare alla Storia. Grazie al gruppo Facebook Io cero 15 maggio 2020 oltre 5.300 persone da 40 Paesi del mondo e da oltre 100 città hanno vissuto assieme, nella solitudine del lockdown, lo smarrimento per la sospensione di una festa secolare e di popolo tra dolore, non accettazione e resilienza. Questo libro racconta la storia delle dinamiche sociali, antropologiche, psicologiche, narrative e social innescate dagli utenti con centinaia di contributi postati. Foto ripescate dai bauli impolverati degli eugubini, tra identità, simboli, radici, bisogni, paure e coraggio, per attraversare e arrivare oltre; traendo forza dal proprio passato.
A Gubbio... è tornato il cantastorie Darena Nazareno - Efg, 2015
I Cantastorie venivano a Gubbio: si posizionavano nella piazza del Mercato nei giorni di fiera, specialmente quella del 17 Maggio e di San Giovanni: appendevano i cartelli e raccontavano cantando varie storie a soggetto prevalentemente drammatico, ma anche commedie passionali e simili. Mi è stato riferito che alcuni avevano un piccolo pappagallo su un posatoio, che al comando estraeva col becco da una scatola, un foglietto. Era l'oroscopo: chiamato "la pianeta". Le giovani ragazze ne andavano matte e facevano la fila per averla. Pertanto il Cantastorie era in definitiva, un divulgatore, talvolta insieme compositore di storie di fatti realmente accaduti quando non esistevano i mezzi di comunicazione cioè i "media". Ad un vecchio Cantastorie che ho rintracciato nella zona di Morano di Gualdo Tadino ho chiesto se oggi qualche giovane continuasse la sua tradizione: m'ha detto che non c'è più nessuno ed allora ho chiesto cosa pensasse dei giovani d'oggi. Mi ha risposto con queste precise parole: "Saranno anche bravi, ma comprano l'acqua!"