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Libri editi da Ega Edizioni Gruppo Abele Problemi etici: pena di morte
Il potere che uccide. La pena di morte nel mondo Ortner Helmut - Ega-Edizioni Gruppo Abele, 2015 - Le Staffette
"Parmi un assurdo che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettano uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'assassinio, ordinino un pubblico assassinio" (Cesare Beccaria). Eppure la pena di morte esiste ancora oggi, 250 anni dopo quel limpido giudizio. E continuano a intrecciarsi le domande. Come è cambiato nel corso dei secoli l'esercizio della pena capitale? Per quali ragioni la morte "giusta" è ancora diffusa in molti Paesi? Quali conseguenze - anche psicologiche e sottese alla spettacolarizzazione pubblica della morte - ha il potere di uccidere nel rapporto tra Stato e cittadini? È possibile abbandonare definitivamente la cultura della vendetta e promuovere una società pienamente civile?
La pena di morte nel mondo Amnesty International (Cur.) - Ega-Edizioni Gruppo Abele, 2005 - Briefing Di Amnesty International
Più della metà dei paesi ha abolito la pena di morte di diritto o de facto. Secondo gli ultimi dati di Amnesty International, aggiornati al 1 febbraio 2004: 84 paesi hanno abolito la pena di morte per ogni reato, 12 paesi l'hanno abolita salvo che per reati eccezionali, quali quelli commessi in tempo di guerra, 24 paesi sono abolizionisti de facto poiché non vi si registrano esecuzioni da almeno dieci anni oppure hanno assunto un impegno a livello internazionale a non eseguire condanne a morte. In totale 120 paesi hanno abolito la pena di morte nella legge o nella pratica. 76 paesi mantengono in vigore la pena capitale e, spesso, eseguono condanne a morte.
Il potere che uccide. La pena di morte nel mondo Ortner Helmut - Ega-Edizioni Gruppo Abele, 2015 - Le Staffette
"Parmi un assurdo che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettano uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'assassinio, ordinano un pubblico assassinio" (Cesare Beccaria). Eppure la pena di morte esiste ancora oggi, 250 anni dopo quel limpido giudizio. E continuano a intrecciarsi le domande. Come è cambiato nel corso dei secoli l'esercizio della pena capitale? Per quali ragioni la morte "giusta" è ancora diffusa in molti Paesi? Quali conseguenze - anche psicologiche e sottese alla spettacolarizzazione pubblica della morte - ha il potere di uccidere nel rapporto tra Stato e cittadini? È possibile abbandonare definitivamente la cultura della vendetta e promuovere una società pienamente civile?