Electa Libri
Libri editi da Electa Monumenti commemorativi
Monumentale. Un viaggio fotografico all'interno del gran camposanto di Messina. Ediz. italiana e inglese Spina Luigi - Electa, 2013 - Cataloghi Di Mostre
Inaugurato nel 1872, iI Gran Camposanto di Messina fu concepito sin dall'inizio come un vero "parco urbano" ed è tuttora uno dei più bei cimiteri monumentali italiani, simbolo di un tempo e di un'epoca che non esistono più. Luigi Spina realizza un racconto attraverso immagini rigorosamente in bianco e nero, alla riscoperta di storie di uomini e donne, celebri o meno, che hanno creduto di poter meglio fissare la loro esistenza, il tempo vissuto, attraverso la realizzazione di opere artistiche ed architettoniche di straordinario valore. Come in una sorta di girone dantesco inizia un viaggio attraverso colline e spianate inoltrandosi in un paesaggio fatto di fusti di colonne e tronchi d'albero, cappelle gentilizie, busti marmorei e statue ambientati in una vegetazione fitta ed incolta, testimonianza della passione e l'amore per l'arte di artisti, artigiani e committenti. Bisogna saper guardare e soprattutto ascoltare. Ascoltare quelle voci parlanti che si affidano al solo testo, scritto sulla pietra viva. Un garbo, un gesto d'altri tempi, in modo che ti sia lieve, paradossalmente, anche la morte.
La foresta che cammina. Le sepolture dei soldati tedeschi 1920 1970 Mulazzani Marco - Electa, 2020 - Architetti E Architetture
"Noi viviamo in un momento critico del mondo che non offre quasi spazio alle celebrazioni" (Hugo von Homannsthal, 1926). Tra il 1914 e il 1945 i caduti tedeschi durante le due guerre mondiali furono più di 7.000.000. Che ne fu dei loro resti? Come vennero ricordati? Come l'architettura contribuì all'esaltazione della loro memoria? Dal 1920 sino al 1970 il Reich ha promosso la costruzione di un migliaio di cimiteri e memoriali nelle Fiandre, nella Prussia Orientale, nei Balcani, in Francia, in Africa, in Italia e persino in Palestina. Questo libro racconta le loro storie e esamina come vennero costruiti; ne interpreta il significato quale conseguenza della guerra moderna, «la guerra dei materiali», che ha sancito «il venir meno dell'eroe come figura esemplare» e l'affermarsi del culto riservato al milite ignoto, «alle vittime senza nome, ai figli della terra il cui destino è fecondare la Madre Terra», ha scritto Ernst Jünger. Ma «le uccisioni in massa», ha osservato Elias Canetti, «non cancellano l'uccisione dei singoli individui alla vecchia maniera, non fanno altro che includerla», nei modi che questo libro spiega.