Ephemeria Libri
Libri editi da Ephemeria EUROPA
Judson Dance theater. Danza e controcultura nell'America degli anni Sessanta Mazzaglia Rossella - Ephemeria, 2010 - I Libri Dell'icosaedro
Il Judson Dance Theater è stato un collettivo di artisti, riunitisi per un paio di anni (1962-1964) a Greenwich Village, a New York, per sperimentare e dare forma a una nuova danza, da lì a poco riconosciuta come l'inizio della postmodern dance americana. Al suo interno, militarono nomi come Steve Paxton, Trisha Brown, Yvonne Rainer, Lucinda Childs e, tra gli artisti visivi, Robert Rauschenberg, Carolee Schneemann e Robert Morris. Attraverso una rinnovata socialità, l'azione creativa del gruppo diede vita a una controcultura di danza, in cui si manifestarono desideri e aspirazioni di un'America ancora in parte ignara delle proprie contraddizioni e in cammino tra la consacrazione patinata del modello capitalistico degli anni Cinquanta e la ribellione dei movimenti politici e culturali degli anni Sessanta. Il laboratorio e l'incontro democratico dei suoi partecipanti, il loro dialogo con un pubblico e una critica partigiani, l'originale processo compositivo e performativo e la costruzione di un corpo danzante spogliato da tecnicismi e codici produssero un'esperienza estetica e umana radicale, contraddistinta da strascichi modernisti e dalle prime istanze postmoderne. Questa monografia ne propone una visione inedita, integrando temi e approcci metodologici differenti entro una prospettiva storiografica spuria, che mostra il legame tra le pratiche creative e la rappresentatività del Judson Dance Theater nella storia culturale americana.
Danza, cultura e società nel Rinascimento italiano. Ediz. ampliata Casini Ropa Eugenia Bortoletto Francesca - Ephemeria, 2007 - I Libri Dell'icosaedro
La storiografia più recente riconosce la danza come crocevia di apporti culturali complessi e intrecciati, luogo d'incontro di pulsioni biologiche e culturali che si manifestano in tecniche del corpo, deposito di visioni filosofiche, usi sociali, tradizioni rituali e che pretendono un'esplorazione penetrante e multidisciplinare, mettendo in gioco, accanto a quelli tradizionali, strumenti propri degli studi sulla cultura. La danza del Rinascimento italiano acquista, cosè, uno spessore e una ricchezza di sfaccettature spesso ignorate o impreviste, che inducono all'individuazione di nuove fonti o ad una rilettura di quelle canoniche e si rivela oggetto e indicatore culturale di rilevanza ancora non pienamente esplorata e valutata. Gli studi di questo volume spingono il fulcro del loro interesse oltre la pura analisi e interpretazione delle fonti trattatistiche e descrittive della danza di corte, di solito prevalentemente studiate con intenti ricostruttivi, come testimonianze di gusto e di stile elitario di un'epoca illustre e come nuclei generativi della futura arte del balletto. Partendo proprio dai depositi di memoria costituiti dai trattati quattrocenteschi, intraprendono una non agevole ma illuminante indagine sugli uomini - trattatisti e maestri - e sui loro ambienti, cosè come sui diversi contesti sociali e culturali e le loro interazioni nella concezione, nella pratica e nella trasmissione della danza. Travalicando l'ambito puramente cortigiano, i saggi si inoltrano è con l'individuazione e l'analisi di fonti alternative, scientifiche, letterarie e iconografiche è in territori meno documentati della vita e della cultura, delle credenze e delle conoscenze, della professionalità e degli usi festivi e quotidiani di classi meno privilegiate, dove le competenze culturali si presentano assai più sfumate e mediate e la danza riacquista più marcate valenze antropologiche. Opera dei maggiori studiosi italiani di danza rinascimentale, i saggi qui raccolti, pur nella varietà degli sguardi che propongono, sono organizzati in modo da trascorrere da un ambito all'altro della riflessione storiografica, quasi senza soluzione di continuità di pensiero. Completato da una vasta bibliografia degli studi internazionali sulla danza rinascimentale, il volume si offre come strumento prezioso di conoscenza della cultura della danza - e della cultura in sè - tra la seconda metà del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento.
Con gli occhi di Cuba. Ediz. a colori Andreani Antonello - Ephemeria, 2005 - Ephemeria
È un racconto fotografico fatto dall'Arch. Antonello Andreani, fotografo e allievo di Italo Zannier durante il suo percorso di studi presso lo IUAV (Istituto Universitario di Achitettura di Venezia). Le immagini raccontano la vita autentica di Cuba e della sua popolazione, al di fuori dei circuiti turistici abituali. L'autore durante i suoi 40 giorni di permanenza nell'isola, affittata una vettura a noleggio, è andato in solitaria alla scoperta degli angoli più reconditi alla ricerca di modi e stili di vita non contaminati dal turismo. Tutte le foto sono state scattate con una macchina reflex e tre soli obiettivi: un 105mm, un 50mm e un 20mm e proprio con quest'ultimo, un grandangolare spinto, sono stati realizzati buona parte degli scatti più interessanti, fin anche alcuni ritratti ravvicinati o istantanee di situazioni di festa, a testimonianza che l'autore si è totalmente immerso nella realtà che di volta in volta andava ad incontrare. Altre molte zone dell'entroterra dell'Isola sono state attraversate anche le città di Bayamo, Santiago de Cuba, Trinidad, Sancti Spíritus, L'Avana e altri luoghi minori. Alcune foto riportate nel libro hanno vinto prestigiosi premi.