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Sulla traduzione. Studi di Emilio Mattioli Mattioli M. (Cur.) - Etpbooks, 2020 - Saggi & Critici
Il libro ripropone alcuni dei più significativi scritti di Emilio Mattioli ancora oggi capaci di contribuire al dibattito sulla traduzione. Questa sia pur breve antologia testimonia anche la vastità dei campi nei quali si è inoltrata la sua ricerca. Antonio Lavieri, nella Prefazione, osserva infatti: "La centralità della traduzione appare a Mattioli quando, negli anni Sessanta, pubblica sulla rivista il Verri, il saggio intitolato "Introduzione al problema del tradurre". Un saggio questo, che apre a una vera e propria fenomenologia delle poetiche traduttive e la traduzione comincia ad apparire come una pratica teorica costitutiva (e cruciale) in seno ai processi simbolici che percorrono la cultura (non solo letteraria e filosofica) contemporanea. Nel 1993, nell'intervista rilasciata alla RAI - continua Lavieri -, Mattioli afferma che la traduzione non può essere affrontata da una sola disciplina, è invece un argomento tipicamente interdisciplinare; anzi, i saperi tendono a riorganizzarsi intorno a questo problema, che non è solo della filosofia, dell'estetica e della linguistica [...]. Da queste brevi dichiarazioni emergono già due aspetti fondamentali: la traduttologia non è (e non può essere) la scienza normativa del tradurre, ma si caratterizza come un campo del sapere eminentemente interdisciplinare in cui convergono tutte le scienze umane e sociali. In questa prospettiva, la traduzione è un vero e proprio dispositivo epistemologico dotato non solo di efficacia euristica ed ermeneutica, ma anche di una efficacia inventiva (leggiamo cognitiva) ogni volta specifica e diversa".
La lingua greca De Rosa Maurizio - Etpbooks, 2019 - Saggi & Critici
Il tramonto del mondo antico non segna la fine della lingua greca. Idioma veicolare di tutto il Mediterraneo orientale, lingua del Nuovo Testamento, della teologia cristiana e della letteratura bizantina, esso continua il suo ininterrotto percorso storico fino ai nostri giorni sopravvivendo alla dominazione ottomana e alla conseguente dispersione geografica del popolo greco. Dopo la nascita della Grecia moderna, nel 1832, il greco ha dovuto risolvere la questione della lingua, ritardata da venti secoli di atticismo e da quattro secoli di dominazione straniera. Affinato dalla lunga lotta per il trionfo del volgare, oggi il neogreco standard, ricomposto nelle sue due componenti, scritta e orale, offre finalmente ai greci, per la prima volta nella loro storia millenaria, una lingua unitaria che alla profondità storica della tradizione dotta affianca la ricchezza espressiva della demotica, i cui primi esempi risalgono già a Bisanzio. Il presente libro, rivolto a studiosi, docenti, studenti e semplici appassionati, offre un approccio scientifico ma non arido all'avvincente storia della lingua greca dalle tavolette in Lineare B fino a oggi. La ricchezza di informazioni e lo stile narrativo fanno di questo libro un vademecum indispensabile per chiunque, avendo o no studi classici alle spalle, sia curioso di saperne di più sulla lingua che, assieme al cinese, può vantare la maggior continuità storica al mondo e che, come poche altre, può definirsi lingua di cultura per eccellenza.
Parliamo greco (senza saperlo) Mattioli Maria - Etpbooks, 2019 - Saggi & Critici
La lingua greca, da quando per la prima entrò in contatto con le popolazioni dell'Italia antica, non ha mai smesso di influenzarne i linguaggi. È del risultato di questa influenza, continuativa e sostanziale, che si cerca di dare una visione d'insieme, la più chiara ed esaustiva possibile. In quest'opera, che non è né vuole essere una storia della lingua greca, viene quindi fotografato lo stato attuale dei rapporti tra il greco e le altre lingue europee (o dovremmo dire indoeuropee). Oltre 3000 parole greche, siano essi prestiti o antiprestiti poco cambia, un vasto repertorio di nomi propri di origine greca, radici, suffissi, prefissi, costituiscono un potente strumento di dialogo tra le lingue qui prese in esame, che, grazie ad essi, si rivelano più vicine di quanto non si immagini. Un secondo fenomeno, poi, quello dei calchi, ovvero la traduzione delle parole greche in latino, iniziato già nella Roma arcaica con Andronico e proseguito con autori quali Plauto e Cicerone, ha fatto sì che si creassero neologismi latini, ma dall'anima profondamente greca. Prestiti ed antiprestiti paralleli e calchi permettono dunque di dire che la provocazione "parliamo greco" non è poi così lontana dalla realtà. Fondamentale per quest'opera è tuttavia cercare di evidenziare quanto questo patrimonio linguistico, profondamente penetrato nelle varie lingue, possa essere impiegato per mettere in comunicazione le moderne lingue europee tra di loro; far sì che esse possano riconoscersi reciprocamente sorelle. La lingua greca, che essendo nel DNA delle lingue europee, continua ad essere impiegata per creare straordinari neologismi, si rivela essere uno strumento di decodificazione, ma anche di produzione di concetti. Anche oggi la Grecia continua a ricordarci, che, volente o nolente, ogni popolo che sia entrato in contatto con la sua lingua ha da lei ricevuto in omaggio un patrimonio archetipico, duttile, creativo, capace di far riscoprire la necessità di sentirsi comunità umana, al di là dei confini politici, oggi più o meno esistenti.