Fandango Libri Libri
Libri editi da Fandango Libri Calabria
Mimì Capatosta. Mimmo Lucano e il modello Riace Barillà Tiziana - Fandango Libri, 2017 - Documenti
Primavera 2016, la prestigiosa rivista americana Fortune, come di consueto, pubblica la lista dei 50 World Greatest Leaders, gli uomini e le donne più influenti al mondo. Insieme a papa Bergoglio, Angela Merkel, Aung San suu Kyi, Obama e Bono Vox, al quarantesimo posto c'è lui, Mimmo Lucano. Il sindaco di un piccolissimo comune calabrese, Riace. È l'unico italiano nella lista. All'estremo Sud d'Italia, ai piedi dell'Aspromonte, in piena Locride, c'è il sindaco migliore del mondo. Lui la chiama "utopia della normalità". Iniziata nel 1998 con il primo sbarco di curdi a Riace, da quando è sindaco, il suo comune ha ospitato più di 6000 migranti che hanno ripopolato la sua piccola cittadina. Un quarto dei suoi concittadini non sono nati in Calabria: arrivano dall'Afghanistan, dal Senegal, dal Mali, hanno rischiato la vita attraversando il Mediterraneo e a Riace hanno trovato una casa. C'è chi fa da traduttore e da mediatore culturale, chi si prende cura dei fiori e delle piante del centro storico, chi fa la raccolta differenziata con un carretto trainato da due asine, chi sta ripristinando una valle abbandonata per farne un allevamento per animali e chi si prende cura della pulizia della spiaggia di Riace marina. Un modello, quello di Riace, che è stato esportato in altri comuni della Locride e che nell'epoca in cui si alzano muri, si ripristinano frontiere e si chiudono gli accessi, appare non solo come una speranza per un futuro migliore, ma come una reale alternativa economica a un sistema che si è ormai mostrato in tutto il suo fallimento. Attraverso incontri, viaggi e la condivisione di un'appartenenza non solo territoriale, Tiziana Barillà ci consegna un ritratto esclusivo del sindaco migliore del mondo, un uomo schivo, che non ama le luci della ribalta ma che si racconta liberamente in questo libro.
Statale 18 Minervino Mauro F. - Fandango Libri, 2010 - Galleria Fandango
La statale 18 è una delle tante strade del sud. Tre regioni e quasi 600 chilometri. La prima Salerno-Reggio Calabria della storia. Ma la statale 18 non è solo una strada. È la linea mobile di un nuovo confine interno. Il domicilio affollato e instabile di un'Italia in cui ogni cosa pare destinata a scivolare ancora più giù. Un percorso tra terra e mare, disseminato di ostacoli, che scorre in mezzo al traffico e insidie mortali, tra scorci ancora incantevoli e brutture spaventose. Ovunque le follie dell'abusivismo, la gestione scriteriata delle coste cementificate, ma anche i mali e le contraddizioni vecchie e nuove di centri popolosi e comunità che davanti al mare della storia, ai panorami mozzafiato e alle bellezze deturpate covano i germi di un'inquietudine distruttiva e livellatrice. A pochi chilometri dalla più famosa e famigerata Salerno-Reggio Calabria, questa lunga striscia di asfalto che unisce i centri più intensamente abitati della Calabria tirrenica, è oggi la traccia più fedele di una regione e di un paese irrisolto destinati a rincorrersi nello specchio infranto del meridione contemporaneo. Su questa stessa strada Minervino disegna le tappe di un viaggio pubblico e privato, insieme alla gente che percorre e abita questi luoghi di transito come fossero le borgate di una sola città alienata e invisibile. In mezzo a un paesaggio fragoroso e immobile che ogni giorno ribolle e appassisce.