Fazi Libri
Libri editi da Fazi Francese
Mirador. Irene Némirovsky mia madre Gille Élisabeth Bigliosi C. (Cur.) - Fazi, 2011 - Le Strade
"Mirador" non è una semplice biografia di Irène Némirovsky. È la scrittrice stessa che, attraverso la voce della figlia, Élisabeth Gille, ci racconta in prima persona di sé e della propria vita. E rievoca con accenti intimi e originali la Russia lacerata e suggestiva dell'infanzia e dell'adolescenza. Poi, dopo l'esilio seguito alla Rivoluzione d'Ottobre, sono la Francia e Parigi lo scenario in cui Irene spicca il volo e diventa famosa. Infine la provincia francese è il teatro che vede svolgersi l'ultimo atto della sua esistenza, che è anche l'ultimo atto di una borghesia colta ma incapace di cogliere i segni premonitori della tragedia che si sta abbattendo sull'Europa e che troppo tardi si accorge della furia che travolgerà milioni di persone, come la stessa Irène, deportata nel 1942 ad Auschwitz, dove morì di tifo un mese dopo. "Mirador" è uno sguardo intimo e privilegiato sui suoi legami con il padre e la madre, il marito e le figlie, la fatica della continua fuga fino alla drammatica fine. Numerosi sono i nodi affrontati - la fama e le sue illusioni, il giudaismo e la Shoah -, ma è il tema fondamentale della vita familiare e della maternità a dominare la narrazione. Il rapporto tormentato, seppur breve, tra Elisabeth e la madre Irène è il filo rosso che lega ogni vicenda di questo racconto... Prefazione e intervista di René de Ceccatty.
Il vulcano malato. Lettere 1832-1866 Baudelaire Charles Bigliosi Franck C. (Cur.) - Fazi, 2007 - Le Porte
Per la prima volta in Italia viene proposta, in un unico volume, una ricca selezione delle lettere di Charles Baudelaire, che con "I fiori del male" inaugurò la tradizione della lirica moderna. La scelta si muove dagli anni dell'adolescenza fino all'ultima, drammatica lettera alla madre, dettata da un uomo ormai malato poche ore dopo l'ictus che lentamente ne avrebbe causato la morte. Dall'aspra requisitoria contro il mito del progresso all'opposizione intransigente a ogni forma di realismo, dall'analisi dei cliché cui si consacra la bêtise all'elogio dell'immaginazione, "unica regina del vero": tutte le idee che attraversano l'opera del poeta emergono dalle discussioni con amici e colleghi (Delacroix, Manet, Flaubert, Wagner, qui riportate integralmente) e percorrono questo epistolario, vivido di illuminazioni sfolgoranti. Ma le lettere ci parlano anche dei tormentosi e appassionati rapporti con la madre, delle angosce di un dandy perennemente ossessionato dai debiti. Di tutto ciò sono testimonianza diretta, espressione di una vita che, mentre dissipa se stessa, costruisce con lucida ostinazione il monumento della propria grandezza.