Fazi Libri
Libri editi da Fazi Storia d'Europa
La guerra e le false notizie. Ricordi (1914-1915) e riflessioni (1921) Bloch Marc - Fazi, 2014 - Le Terre
Agosto 1914. All'indomani della dichiarazione di guerra della Germania alla Francia, Marc Bloch lascia Parigi per raggiungere il fronte. Ufficiale di fanteria, condivide con i suoi compagni la dura quotidianità della vita di trincea, il caos degli scontri a fuoco con il nemico, la paura della morte sempre in agguato, il dolore per le tante perdite. Di quegli anni terribili, da cui uscirà con la consapevolezza del proprio mestiere di storico, ci darà nei "Ricordi di guerra 1914-1915" un resoconto appassionante e pervaso da una sobria umanità, scegliendo di raccontare solo ciò che ha visto e vissuto di persona e proprio per questo rendendo la sua una testimonianza generale. Questa esperienza individuale sarà in seguito ripensata da Bloch nelle "Riflessioni". Lo storico studia la guerra come "un immenso esperimento di psicologia sociale" e, partendo dagli stati d'animo collettivi che consentono ai pregiudizi di trasformare una cattiva percezione in leggenda, analizza la formazione e la diffusione delle false notizie che hanno circolato nelle trincee. Imbocca così una strada di ricerca che impronterà tutta la sua opera, costituendo una corrente d'indagine che darà vita a un feconda scuola di pensiero che è ancora oggi di grande attualità.
Il sogno dell'Europa nel XXI secolo. Viaggio in un continente in crisi Mak Geert - Fazi, 2024 - Le Terre
«E poi ci sono questi primi due decenni del XXI secolo, in cui la fabbrica della Storia è tornata a funzionare a pieno regime e in cui il nostro ordinato mondo europeo, fatto di pace e onesto benessere, sembra di nuovo capovolgersi». Il fragile sogno dell'Europa rischia di trasformarsi in un incubo? Dopo In Europa, dove il suo viaggio si fermava allo scadere del Novecento, Geert Mak prosegue il suo cammino attraverso i fatti che hanno scandito la storia del continente europeo con questo monumentale reportage dedicato ai primi due decenni del nuovo millennio. Mak ripercorre così gli eventi sismici e le grandi questioni che hanno segnato la vita degli europei: la controversa introduzione dell'euro, l'impatto del terrorismo dopo l'Undici Settembre, la crisi finanziaria del 2008, la vita nell'Europa dell'Est e in Russia in seguito alla caduta del comunismo, lo scontro tra l'Europa del Nord e quella del Sud, la Brexit, i grandi flussi migratori e la tragedia dei rifugiati. In un'ampia panoramica che va dalla Norvegia alle coste di Lampedusa, dai sobborghi musulmani di Copenaghen alla Mosca di Putin, il libro esplora quel che rimane dei sogni dell'Europa - pace, prosperità, democrazia, unione - e gli incubi odierni - guerra, crisi economica, emergenza climatica. Con grande maestria narrativa, Mak mescola storia, politica e cultura con le vicende delle persone che ha incontrato nei suoi viaggi per raccontare sia gli avvenimenti storici sia le vite dei cittadini che ne hanno subito le conseguenze. Mettendo in luce ciò che ci unisce come europei ma anche ciò che ci divide, Mak si interroga su quali siano oggi il ruolo e il destino dell'Europa e in che modo sia possibile affrontare insieme le nuove sfide.
Inferni e paradisi. L'Italia di Dante e Giotto Crouzet Pavan Elisabeth - Fazi, 2007 - Le Terre
Quando nasce la modernità? Nel Rinascimento, tramanda la storiografia ufficiale. Ma Élisabeth Crouzet-Pavan, docente di storia medievale alla Sorbona, sostiene una tesi differente: nel Duecento - il secolo di Federico II e di Francesco d'Assisi - avviene la prima vera rivoluzione culturale che porterà alla formazione della coscienza moderna. E in questo periodo, infatti, che l'uomo riscopre la dimensione terrena, la vita pubblica, la politica attiva. Anni di guerre intestine e da fazioni opposte: guelfi e ghibellini, bianchi e neri. Uomini sempre in lotta, che però al contempo disboscano terreni, prosciugano paludi e tracciano nuove strade verso i mercati del Nord Europa o dell'Oriente; cercano nel diritto un equilibrio tra signori e contadini, città e campagne, aristocratici e popolo; hanno una coscienza storica diffusa e guardano con una nuova prospettiva ai tempi che verranno. Crouzet-Pavan individua quindi nella natura complessa e plurale dell'epoca una nuova chiave interpretativa del XIII secolo, che non trascura di analizzare su più fronti (politico, economico, geografico, culturale). In un'ottica così allargata, anche le opere di Dante e Giotto diventano sintesi emblematiche delle forze in atto nella società duecentesca: nell'aldilà immaginato dal sommo poeta trovano spazio, accanto alle icone della cristianità, le figure cardine della sua era; negli affreschi giotteschi si intuiscono già i segni del rinnovamento artistico che culminerà nella pittura del Quattrocento.