Feltrinelli Libri
Libri editi da Feltrinelli Fotografia: reportage
Ucraina. Ediz. illustrata Rosselli Stefano Recalcati Massimo - Feltrinelli, 2023 - Varia
"Perché le guerre non hanno alcun senso. Le vite perdute e quelle di chi sopravvive un senso lo trovano nel nostro modo di guardare l'istante eterno di una immagine che sa fare memoria. I fotografi come Stefano Rosselli si spingono là dove nessuno si spinge per costringerci a non dimenticare." Così Nello Scavo, nella sua Prefazione, introduce le potenti e drammatiche immagini della guerra in Ucraina di Stefano Rosselli, reporter che più di ogni altro col suo obiettivo e il suo sguardo ha saputo e sa fermare in uno scatto il senso perduto dell'umanità in conflitto. Perché la guerra? È la domanda che risuona e risuonerà sempre di fronte alle morti indicibili, al lutto dei famigliari - coloro che restano muti -, al passo lento e allo sguardo vuoto dei profughi in fuga, ma anche - inspiegabilmente - di fronte all'allegria sospesa dei soldati colti in un momento di sollievo al fronte, momenti in cui il cameratismo diventa fratellanza e il dolore della perdita un sorriso amaro. Massimo Recalcati accompagna le immagini di Rosselli con parole che ritraggono i diversi e contraddittori volti della guerra: la devastazione, la sopravvivenza, la fuga, la resistenza, il trauma, la lotta. Sono parole che ci ricordano che gli esseri umani sono, al tempo stesso, capaci di crudeltà intollerabili e di profonda compassione, di barbarie e di tenerezza, di morte e di speranza.
1960. Io reporter. Ediz. illustrata Rea Ermanno - Feltrinelli, 2012 - Varia
"La fotografia è stata per me una grande passione, breve ma intensa; la Leica, il mio salvagente in una stagione di disillusione politica. Era la fine degli anni cinquanta, non esisteva scollamento, allora, tra pubblico e privato: i dubbi, le contraddizioni, le domande senza risposta su quel che restava del sogno comunista segnarono la nostra generazione. In me, poco più che trentenne, il segno fu tanto profondo da spingermi a lasciare non soltanto la redazione di "Vie Nuove" (il settimanale del Pci per il quale scrivevo dopo l'esperienza all'"Unità") ma addirittura il giornalismo, nella convinzione che continuare a praticarlo avrebbe voluto dire tradire le mie idee e trasformarmi da militante comunista nel suo opposto. Preferii partire alla volta di Berlino e trasformarmi in fotografo giramondo. Per cinque anni non feci altro che viaggiare spiando i volti delle persone nei paesi più lontani. Poi i tempi cambiarono, e con essi, un po' alla volta, anche le mie decisioni."