Fili D Aquilone Libri
Libri editi da Fili D Aquilone Letteratura: storia e critica
Variazioni umoristiche Boccuti A. - Fili D'aquilone, 2018 - Gli Spilli
Anna Boccuti, docente di Lingua e Letterature Ispanoamericane alll'Università degli Studi di Torino, in "Variazioni umoristiche" invita il lettore a un'avventura interpretativa nel continente ancora poco esplorato dell'umorismo letterario argentino del Novecento, di cui le opere di Carlos Warnes (César Bruto) e Julio Cortázar, che qui si ripercorrono, costituiscono mirabili variazioni. Nelle loro pagine Warnes e Cortázar dispiegano un ampio repertorio di strategie ludiche e umoristiche per provocare un medesimo effetto: spiazzarci, far crollare le nostre certezze, spingerci in quei territori dove il senso si disordina e il mondo appare nella sua incoerenza e nella sua risibile nudità. Eppure, l'umorismo demolisce per poi costruire, e a quest'incoerenza oppone un'immaginazione alternativa, critica e al tempo stesso fieramente positiva.
Sentieri nascosti. Quando i libri celano nuovi modi di vedere il mondo Testi Marco - Fili D'aquilone, 2019 - Gli Spilli
"Sentieri nascosti" è un libro di saggi di Marco Testi. Dice Franco Ferrarotti nell'introduzione: "I libri di cui Testi scrive hanno aperto nuove strade, offerto inediti significati ad antiche angosce, avviato una diversa immagine del mondo e della vita. È un'indagine che pesca molto più a fondo e rilegge autori, alcuni ormai giunti alla statura di classici, secondo una prospettiva originale. Da 'La pietra lunare' di Landolfi, a 'Prufrock ed altre osservazioni', geniale preparazione alla 'Terra desolata' di T. S. Eliot; dai paradossi umoristici di Gilbert Keith Chesterton al 'Deserto dei tartari' di Dino Buzzati, alla quotidianità onirica di Wislawa Szymborska e alle premonizioni di Friedrich Hölderlin, il libro di Marco Testi va oltre gli steccati consueti e riapre sentieri interrotti".
Manuel Puig reloaded Martinetto Vittoria - Fili D'aquilone, 2016
Dato il pregiudizio che la letteratura latinoamericana sia qualcosa di magico realista, lo scrittore argentino Manuel Puig (1932-1990) - avulso da tali suggestioni - è rimasto in Italia uno scrittore di nicchia. Ed è con sorpresa che il lettore scopre, grazie a Puig, come la narrativa di quel continente possa essere assemblata con fatti concreti del quotidiano - conversazioni casalinghe, articoli di giornale, pagine di diario, verbali di polizia, canzonette, B movies -, come i collage di Andy Warhol, i film di Tarantino... In una parola, che la letteratura latinoamericana è, anche, insospettabilmente pop. Chiunque si occupi di narrativa latinoamericana sa, invece, quanto gli scrittori odierni si collochino proprio nel canone di cui Puig è ignaro precursore. I saggi qui riuniti affrontano la natura eterodossa dell'opera di Manuel Puig, rispetto alla letteratura e al cinema declinati con la maiuscola. La sua scrittura è stata a suo tempo censurata in Argentina, le sue idee sul cinema considerate frivole, l'innovazione della sua tecnica narrativa fraintesa, i suoi romanzi scambiati per paraletteratura. Perché Puig era fuori luogo e fuori tempo, ovvero troppo avanti.