Firenze Atheneum Libri
Libri editi da Firenze Atheneum Ebraismo
La comunità essena del deserto di Giuda. La storia, la fede, le regoledi vita Galbiati Gilberto - Firenze Atheneum, 2009 - Collezione Mercator
Questo lavoro offre al lettore un'ampia base informativa su un tema di grande fascino e richiama la sua attenzione sulle principali tappe delle scoperte dei manoscritti e sul sito archeologico di Qumran. Il libro fa rivivere questa comunità attraverso i suoi scritti, la sua liturgia, la sua fede, la sua stessa disciplina comunitaria. Una presa di contatto con una letteratura che un tempo era segreta e che possiamo definire "esoterica", e con la setta: un termine che non era spregiativo, ma serviva a distinguere i vari raggruppamenti religiosi dai farisei e dai sadducei. Il libro passa in rassegna i manoscritti più importanti, specialmente quelli provenienti dalla prima grotta che sono sostanzialmente integri o ben conservati. Una congrua appendice è dedicata alle analogie correnti tra Giovanni il Battista e gli esseni del deserto di Giuda. Uno sguardo sulle ventilate relazioni tra gli esseni e il cristianesimo consente di mettere in luce, in tutto il suo gigantismo essenziale, le affinità concettuali, le connessioni storiche e teologiche, la sintonia di pensiero, ma anche le palesi differenze, che fondano pur sempre uno stretto e innegabile rapporto intercorrente, tra i solitari "santi di Dio" del Mar Morto e il Nuovo Testamento.
Il giudaismo della diaspora mediterranea Galbiati Gilberto - Firenze Atheneum, 2012 - Collezione Mercator
La parola greca "diasporà", è un termine tecnico indicante un fenomeno complesso e molto variegato. Con ciò intendiamo la dispersione (o meglio la disseminazione) del popolo ebraico in zone territoriali fuori della madrepatria. Si tratta di una situazione tipicamente giudaica, riferita allo stanziamento di una minoranza religiosa costretta a vivere nell'ambito di un'altra comunità religiosa. Sarebbe un errore presentare la diaspora ebraica come effetto unico delle deportazioni. A queste, che pure non sono mancate, vanno aggiunte le emigrazioni volontarie, che in buona misura contribuirono ad allargare la diaspora, che ben presto trasse profitto anche dalle fitte relazioni commerciali. Infine si deve mettere in conto l'incremento degli stanziamenti diasporici, dovuto alla politica dei Diadochi (323-281 a. C.), ovvero dei generali che succedettero ad Alessandro Magno, diretta a favorire la fusione dei popoli.