Fortepiano Libri
Libri editi da Fortepiano Lingue indo-europee
Doppio inganno. Immaginazione e intelletto in Giacomo Leopardi Sarno Lorenzo - Fortepiano, 2012
Due concetti costanti e intrecciati percorrono e collegano le opere di Leopardi, solitamente ritenute isole lontane tra loro: l'inganno dell'immaginazione e l'inganno dell'intelletto. Sono questi i due principi, opposti ma complementari, che si rivelano, in ogni fase del viaggio dentro la mente del recanatese, come saldi cardini per la sua imponente riflessione filosofica e per la sua fecondissima ispirazione poetica. Lo "Zibaldone" è l'immensa trama che con tutti i suoi fili tiene insieme le ramificazioni complesse del processo filosofico e fornisce continui spunti di ispirazione letteraria; le opere ufficiali sono punte di iceberg, che fotografano con puntualità lo stadio del pensiero in momenti precisi. La lotta all'inganno dell'intelletto è missione fin dal '18: si trova allo stato nascente, agli esordi letterari, a costituire un imprescindibile movente psicologico nel fondamentale Discorso di un italiano intorno alla poesia romantica; più tardi, alimenterà la doppia natura delle "Operette morali", sospese tra poesia, intesa come inganno dell'immaginazione, e vera filosofia, volta a contrastare le ideologie dell'ottimismo in ascesa nel XIX secolo. Le lontane isole in cui l'opera leopardiana fu per lungo tempo frammentata si riveleranno, alla fine del viaggio, come le ricche regioni di un'unica terra.
Il codice del corpo. Genere e sessualità nella letteratura italiana del Novecento Bazzocchi Marco A. Gasperina Geroni R. (Cur.) - Fortepiano, 2015
La letteratura, soprattutto narrativa, racconta il mondo, i fatti, le avventure, e lo fa attraverso i personaggi, i loro comportamenti, il loro corpo. L'identità del personaggio si costruisce durante la lettura, è un processo in movimento. In quel lungo periodo storico che chiamiamo modernità, gli autori riescono spesso a mandare in crisi gli stereotipi di identità del personaggio e di riflesso anche quelli del lettore. Si apre uno spazio di transizione intermedio, di manipolazione dei generi, di turbolenza della sessualità. Questo spazio, che oggi molte correnti critiche cercano di portare a sistema, è forse la presenza più interessante che possiamo identificare nel gioco letterario. E uno spazio di passioni, di ricerche, di identificazioni incerte. A volte nasce dalla proiezione del maschile sul femminile, o viceversa. A volte si rifiuta sia al maschile che al femminile, si espone nel suo essere "altro". E ci impone di cominciare a pensare da questo "altro", superando le distinzioni e le differenze consolidate. Cosa hanno in comune una contessa libertina di inizio secolo, un ragazzo volitivo e conturbante che vive a Trieste la sua iniziazione sessuale, un giovane ribelle degli anni Sessanta, un uomo che si scopre diviso in due, un professore che incappa nei meccanismi della società dello spettacolo? Ogni opera qui analizzata manda in crisi un codice, letterario e identitario. Tutte insieme narrano una trasformazione che è solo agli inizi.