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Libri editi da Forum Edizioni Violenza nella società

Violenza, mass media e minori. Scuola e servizi operatori di fronte al problema dell'esposizione dei bambini alla violenza libro
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LIBRO   9788884202741

Violenza, mass media e minori. Scuola e servizi operatori di fronte al problema dell'esposizione dei bambini alla violenza Kermol E. (Cur.)  Tessarolo M. (Cur.)   -  Forum Edizioni, 2005  -  Un Metro O Poco Più

Il volume prende in esame le diverse situazioni di violenza e maltrattamento subite dai minori e analizza come esse vengono presentate dai mezzi dell'informazione. "Conoscere per "capire", per essere pronti ad aiutare il bambino, i bambini, a livello personale, come operatori con diverse competenze professionali, per far crescere l'attenzione su un fenomeno così grave ma spesso solo spettacolarizzato per far leva sull'emotività, senza comprensione delle persone dei minori in vari modi coinvolti. È necessaria un'approfondita conoscenza ed allo stesso tempo una visione ampia che permettano di intervenire in tempo, con tutti i mezzi possibili - attenti ai piccoli ma importanti segnali ed alle complesse situazioni sociali -, ma che permettano, soprattutto, di prevenire, creando una rete di "comprensione" che consenta a tutti i bambini di godere del diritto alla propria infanzia, stadio della vita da rispettare e non solo anticamera di una vita adulta bruciata e segnata da gravi traumi" (dalla prefazione di Pier Giorgio Ragazzoni).

€ 20.00 € 19.00
LIBRO   9788884203939

Considerazioni politicamente scorrette sulla violenza metropolitana Zizek Slavoj  Cantone D. (Cur.)   -  Forum Edizioni, 2007  -  Vicino/Lontano

Le considerazioni su alcuni degli avvenimenti che hanno avuto maggiore eco sulla stampa mondiale negli ultimi anni - come l'uragano Katrina a New Orleans e le sommosse popolari nella banlieue parigina - sono il punto di partenza per una riflessione di più ampio respiro intorno ad un problema che s'impone per la sua urgenza e importanza: l'emergere della violenza nella nostra società 'post-storica'. Si tratta di un tipo di violenza del tutto nuova, priva di qualsiasi afflato utopico o progetto rivoluzionario, una violenza 'irrazionale' e impotente, come un'esplosione di follia. Secondo l'autore sono proprio le democrazie occidentali, con i loro sistemi di valori 'universali' e i loro dispositivi di controllo a esserne la causa diretta, dal momento che impediscono di fatto qualsiasi processo di soggettivazione al di fuori delle proprie regole. È dunque ipocrita condannare semplicemente la violenza: è molto più costruttivo interrogarci seriamente su quale ruolo le riserviamo oggi, anche se ufficialmente le neghiamo diritto di cittadinanza nel nostro ordinamento sociale.

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