Francesco D Amato Libri
Libri editi da Francesco D Amato Biografie: personaggi storici, politici e militari
Roberto il saggio. Biografia di Roberto d'Angiò. Un «re da sermone». Nuova ediz. Iorio Guido - Francesco D'amato, 2025 - Orsa Maggiore
Biografia di un sovrano controverso, oscillante tra le responsabilità politiche e belliche derivanti dal suo ruolo di capo della Lega Guelfa in Italia e il suo desiderio di cultura e spiritualità sincera che gli valsero la memoria ora di sovrano Saggio da parte dei suoi ammiratori, ora di "Re da Sermone" secondo il giudizio poco lusinghiero di Dante. Sullo sfondo, il contesto del travagliato tramonto delle fortune angioine nel sud Italia, tra l'incipiente crescita della prepotenza baronale e l'intrinseca debolezza della stessa Corona partenopea al momento del suo passaggio nelle mani di Giovanna I.
Grimoaldo. Storia di un re longobardo Azzara Claudio - Francesco D'amato, 2023
Nato attorno al 600 in Friuli, prodigiosamente fuggito, ancora bambino, alla prigionia presso gli Avari, che lo avevano rapito con i suoi fratelli, riparato quindi a Benevento per non sottostare allo zio Grasulfo, nuovo duca di Cividale, Grimoaldo riuscì nella nuova sede campana a scalare le posizioni fino a conquistare la stessa carica ducale. In seguito, egli seppe inserirsi con abilità nella lotta per il trono longobardo tra i due pretendenti Godeperto e Pertarito, all'inizio sostenendo il primo, ma infine scalzando entrambi per ottenere per sé la dignità regia. Con lui tutte le terre longobarde, dal nord al sud, furono dunque, per la prima e sola volta, riunite sotto un unico monarca, abile nel governare le diverse regioni pure attraverso una rete di uomini a lui fedeli provenienti dal Mezzogiorno. Tra le sue imprese, anche la guerra vittoriosa contro l'imperatore Costante II, che aveva aggredito il ducato beneventano, e l'opera legislativa a integrazione dell'Editto del predecessore Rotari. Alla sua morte l'unità politica di tutti i Longobardi venne meno, configurando, quindi, in qualche misura il suo regno come una sorte di "occasione mancata" nella storia dell'Italia longobarda.
Ho visto i ricci fare la raccolta delle mele Gramsci Antonio Petrella A. (Cur.) - Francesco D'amato, 2020 - Le Pleiadi
Sono in pochi a sapere che, durante la prigionia, alcuni tra i più bei racconti dei Grimm furono tradotti da Antonio Gramsci, con la mente rivolta ai figli nipoti e ai suoi figli che non aveva più visto da quando avevano l'uno due anni e l'altro due mesi. Ventiquattro fiabe che chiamava "novelline elementarissime", alle quali lavorava per amore, per combattere l'abbrutimento carcerario e perfezionare lo studio della lingua. Le lettere ai figli raccolte in questo volume rivelano la dimensione più intima e pedagogica di uno dei più importanti pensatori del ventesimo secolo. Gramsci era un padre che discuteva con i piccoli dei grandi scrittori, in particolare di Puskin, Gorki e Tolstoj in quella maniera dimessa e naturale che hanno le famiglie abituate a farne argomento di vita. Molto commovente la lettera in cui raccontava in riflessivo dettaglio le sue ventiquattro ore in una cella di tre metri per quattro e mezzo.