Fucina Libri
Libri editi da Fucina Autobiografie: sportivi
Anni veloci. Dalla Topolino alla Ferrari 512: lo sport come scuola di vita Manfredini Corrado - Fucina, 2019
L'autobiografia del pilota Corrado Manfredini, che dopo avere scalato in gioventù le vette dolomitiche ha trascorso trent'anni al volante delle più svariate macchine da corsa, ripercorre l'evoluzione dello sport automobilistico: passa dai tempi epici della Mille Miglia alle gare tra gentiluomini con le Gran Turismo degli anni Cinquanta;poi alle roventi corse di Formula Junior, F3 e F2 che infiammarono gli anni Sessanta, fino alle più famose gare di durata disputate negli anni Settanta con le potenti Sport Prototipo.
Pilota senza ali. Quella non era la «mia» Formula 1 Stohr Siegfried - Fucina, 2016
Quando al posto dei cordoli c'erano i marciapiedi del Nurburgring o la chicane di Montecarlo, la Formula 1 in cui ha corso Stohr nel 1981 conservava parte del fascino degli anni '60. Siegfried, che è anche psicologo, ci accompagna in un viaggio straordinario fra ricordi, sogni, riflessioni che ci guidano a vivere il mondo delle corse attraverso le emozioni di un pilota speciale. Tutto questo in uno stile profondo e piacevole che avvicina il lettore all'abitacolo di una monoposto e al suo viaggio nel pericoloso mondo della velocità.
Obiettivo sempre felice. Auto, piloti e corse visti da (molto) vicino. Nuova ediz. Varisco Franco - Fucina, 2025
«Questo libro è un regalo. Per chi ha molti anni dietro la schiena, per chi ne ha meno, e, leggendo, può comprendere il valore della passione. Ma sì, perché nel viaggio lungo e intensissimo di Franco Varisco vanno in pista tutti i sensi. Suoi e nostri. Vista, ovviamente, trattandosi di fotografie. Quella di Franco, educata a cogliere l'attimo; L'olfatto, di quell'aria là, che impregnava corse romantiche e tragiche. Tatto, per passare i polpastrelli sullo smalto delle carrozzerie. Udito, ah che libidine, per riconoscere l'urlo di un 12 cilindri, proprio quello. E gusto, ovviamente. Il gusto di esserci. Qui abbiamo non semplicemente una specie di autobiografia. Abbiamo una celebrazione della visione, dell'incontro, dell'emozione, piuttosto che dell'autore. Dunque, grazie Franco» (dalla prefazione di Giorgio Terruzzi)