Fuoriscena Libri
Libri editi da Fuoriscena Storia
La guerra di Heisenberg. La storia segreta dell'atomica nazista Powers Thomas - Fuoriscena, 2024
Nulla mancava alla Germania di Hitler per costruire una bomba atomica, e sarebbe stata la prima della storia. C'era il sostegno delle alte gerarchie naziste, c'era l'appoggio della casta militare, c'erano i laboratori e gli impianti industriali meglio attrezzati d'Europa e c'era infine un gruppo di scienziati guidati dal genio della meccanica quantistica Werner Heisenberg, premio Nobel per la Fisica nel 1932 che, pur ricevendo proposte dalle migliori università e dai più prestigiosi istituti di ricerca del mondo, si rifiutò di lasciare il suo Paese. Perché allora non ci fu un'atomica nazista? Una risposta a questa domanda è ben nota: Heisenberg e gli altri scienziati tedeschi sbagliarono i calcoli e sostennero che il piano avrebbe richiesto troppi anni di studi, un'enorme quantità di uranio e sarebbe rimasto comunque di difficile realizzazione. Di fronte a questo scenario, i gerarchi nazisti avrebbero optato per altre strategie. Ma Heisenberg era stato sincero? Aveva davvero creduto che la bomba rappresentasse una possibilità tecnicamente irrealizzabile? Sono le domande che ispirano il lavoro investigativo di Thomas Powers, premio Pulitzer che ha dedicato anni di ricerca a seguire le pur labili tracce lasciate dallo scienziato tedesco, recuperando relazioni ufficiali e documenti segreti, ricostruendo conversazioni private con colleghi e amici, cercando di ricomporre la personalità, le idee morali e politiche di questo gigante della Fisica del Novecento, e smontando una fittissima trama di false accuse, fraintendimenti, reticenze. Come e forse più ancora che nel caso di Oppenheimer, la storia segreta dell'atomica nazista s'interseca con le vicende personali di alcuni tra i più grandi scienziati del secolo scorso: oltre allo stesso Heisenberg e a Robert Oppenheimer, Niels Bohr, Victor Weisskopf, Enrico Fermi, Max Born e molti altri. A rendere la vicenda ancor più intricata è la presenza, accanto agli scienziati e a volte a loro insaputa, dei servizi segreti, che svolsero opera di disinformazione, attivarono reti di spionaggio, progettarono missioni omicide. Questo libro, molto discusso fin dalla sua prima edizione americana nel 1993, propone una ricostruzione profonda e convincente degli avvenimenti legati al progetto dell'atomica nazista e del ruolo di assoluto protagonista giocatovi da Heisenberg stesso. Con lo stile incalzante dello scrittore di spy stories e con il talento del giornalista investigativo, Thomas Powers affronta uno dei capitoli più oscuri e misteriosi del Novecento. Prefazione di Stefania Maurizi.
La maledizione italiana. La guerra di Churchill contro De Gasperi, le trame per il controllo del Medio Oriente e del Canale di Suez, la lunga storia di una ribellione stroncata Cereghino Mario José Fasanella Giovanni - Fuoriscena, 2025
Quello che vi apprestate a leggere è anzitutto un documento storico rivelatore e straordinario. È la ricostruzione puntuale e inedita di una vicenda che riscrive la nascita della Repubblica sulle macerie della Seconda guerra mondiale. L'Italia deve rimanere sotto il nostro controllo: è ciò che pretendono i britannici, il cui Impero è ormai in decadenza. Anche se non si rassegnano all'idea di non essere più i protagonisti della scena mondiale. Sono gli inglesi che hanno costruito il leader Mussolini. Sono gli inglesi che, negli anni Trenta, quando il Duce si avvicina pericolosamente a Hitler, pianificano di sostituirlo con quello che definiscono il «fascismo buono». Il nome che circola nelle segrete stanze di Londra è quello di Italo Balbo. Ma l'operazione fallisce. Nel dopoguerra, in combutta con Pio XII, la furia di Churchill e degli apparati britannici si scatena contro Alcide De Gasperi, l'uomo che sta tentando di ricostruire il nostro paese. Un gigante politico, il leader della Democrazia Cristiana. La sua storia, e in particolare il decennio 1944-1954, è il cuore di questo libro. Ed è impressionante ciò che svelano i documenti interni di Downing Street, del Foreign Office e degli 007 al servizio di Sua Maestà. Per Churchill, De Gasperi rappresenta il nemico da abbattere. Lo accusa di aver sostenuto e perfino armato le rivoluzioni laiche e nazionaliste in Egitto e Iran, che mettono in discussione il dominio di Londra sul Medio Oriente e il Canale di Suez e colpiscono gli interessi delle grandi compagnie petrolifere anglosassoni. La reazione di Londra è durissima. Attentati, falsi dossier e una violenta macchina del fango si abbattono su un'intera classe dirigente. De Gasperi ne rappresenta il vertice. È lui la vittima di quella maledizione italiana che ha colpito come un sortilegio ogni leader politico che ha provato a rivendicare un'idea legittima di sovranità nazionale sin dal 1861. Questo libro ha l'ambizione di rendere di pubblico dominio una verità storica che non va più taciuta.
Il papiro di Dongo. Nuova ediz. Canfora Luciano - Fuoriscena, 2026 - Fuoriscena
Questo libro racconta la storia di Goffredo Coppola, grecista e fascistissimo rettore dell'Università di Bologna, che finì i suoi giorni nell'aprile del 1945 fucilato a Dongo insieme agli altri gerarchi. Racconta la storia di una valente papirologa ebrea, Medea Norsa, che il razzismo del regime e i pregiudizi antifemminili dell'accademia lasciarono sempre ai margini, al più confinata al ruolo di devota allieva del suo insigne maestro Girolamo Vitelli. Racconta della damnatio memoriae del primo e della vittoria postuma della seconda. E di Alberto Graziani, rappresentante di una generazione più giovane di intellettuali che, con la guerra, aveva aperto gli occhi sul fittizio, strumentale rivoluzionarismo del fascismo e stava smettendo di considerarlo «l'ordine naturale delle cose». Il protagonista inanimato di queste vicende è un frammentario papiro riemerso dalle sabbie egiziane, che non può che attribuirsi alle Elleniche dello storico greco Teopompo di Chio. L'acquisizione di quel testo, nei primi anni Trenta del Novecento, fu opera della papirologa Norsa, della pubblicazione fu incaricato Coppola, che lo affidò al suo scolaro Graziani. A questo raro e controverso documento, prima scomparso, poi fortunosamente scampato alle tempeste della guerra e infine edito nel 1948, spetterà riannodare i fili di questa narrazione, la cui cornice è il fascismo nella sua parabola - dall'apice a metà degli anni Trenta alla catastrofe. Poche volte un testo antico è stato così strettamente legato alle vicende dei suoi scopritori e indagatori. Così, un documento del IV secolo a.C. diventa il testimone muto di una storia degli intellettuali durante il fascismo, tra il servile conformismo di molti, l'aberrante fanatismo di alcuni e la purezza inquieta di una minoranza, e sul suo destino nell'immediato dopoguerra, in cui domineranno grigiore e opportunistica continuità. Una storia, forse, esemplare.