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Libri editi da Fuoriscena Filosofia
Che cos'è il fascismo. L'essenza di un fenomeno storico Gentile Giovanni - Fuoriscena, 2025 - Fuoriscena
Tutto comincia nel 1914, con "La filosofia della guerra", uno dei testi pubblicati in questa raccolta curata da Salvatore Natoli. Giovanni Gentile allora ha quasi quarant'anni. Siciliano, ha studiato alla Normale di Pisa e in quegli anni insegna nella medesima città. Siamo al principio della Prima guerra mondiale e Gentile si oppone con forza a una nazione che vede in gran parte inerte, debole, dedita al chiacchiericcio fine a sé stesso. La guerra va assunta come dovere e responsabilità morale. Il filosofo non può essere neutrale. Scrive già nel 1914: «Il nostro dovere oggi è di essere pronti all'appello, tutti al nostro posto, con l'animo proteso verso il cenno che da un momento all'altro potrà venirci da chi rappresenta la nostra volontà, il nostro essere nazione». In queste parole, che recuperano un'immagine - seppur mutilata - dell'epopea risorgimentale (la stessa che riecheggia anche nel motto dei carabinieri «Obbedir tacendo e tacendo morir», creato proprio in quel 1914 riprendendo un poema del 1861), possiamo già leggere la costruzione di un vocabolario morale che negli anni Venti porterà il filosofo alla convinta adesione al fascismo e alla missione della costruzione di una filosofia per il fascismo, di cui i testi qui raccolti rappresentano l'espressione compiuta. Un'adesione che non avrà ripensamenti, tanto che nel "Discorso agli Italiani" (1943) che segnerà la sua condanna a morte (qui riproposto), Gentile non fa atto di pentimento, non denuncia gli errori né le leggi criminali del regime, non si dichiara colpevole ma chiama all'unità della nazione. Resta coerente fino alla fine.
Buchi. Un viaggio filosofico Casati Roberto Varzi Achille C. - Fuoriscena, 2026 - Fuoriscena
Fare filosofia per davvero è lasciarsi incantare dalla realtà. È saper mettere in discussione il nostro atteggiamento ordinario e quotidiano sul mondo fino a sentire letteralmente tremare la terra sotto ai piedi. È immergersi in un vortice di domande e sfidarle una dopo l'altra con intelligenza e coraggio intellettuale, arrivando a scuotere i fondamenti stessi della nostra fisica ingenua. Ecco il territorio che occupa questo saggio straordinario. Un libro sui buchi, entità sfuggenti ed elusive, che tuttavia fanno parte della nostra esperienza più comune. Noi tutti parliamo di buchi, li contiamo, li descriviamo, li misuriamo. Rappresentiamo certi comportamenti delle persone o degli animali facendovi riferimento: si fa qualcosa perché si vuole scavare un buco, passare attraverso un buco, balzare al di là di un buco, uscire da un buco oppure nascondervisi dentro. I buchi definiscono certi oggetti e sono loro essenziali. Una cosa non sarebbe ciò che è senza il suo buco, vale per una ciambella, un salvadanaio, un bullone, uno scolapasta, un flauto e molto altro ancora. I buchi sono talmente presenti nella nostra esperienza e sono parte del nostro inventario ontologico di base che siamo disposti a metterli insieme a oggetti certamente meno misteriosi: un tavolo, una sedia, un armadio e così via. Eppure, basta chiedere a una persona qualunque che cosa sono - quelli veri della realtà quotidiana, non i buchi della geometria - ed ecco che comincerà a parlarci di assenze, di non entità, del nulla, di cose che non esistono. Localizzati nello spazio e nel tempo e dunque diversi dagli oggetti astratti, come il numero tre o la bellezza, restano tuttavia vaghi e difficili da definire. Una soluzione potrebbe essere quella di smetterla di parlare di buchi limitandoci a distinguere oggetti bucati. Gli autori però mostrano chiaramente perché non funziona e aprono un'altra strada: i buchi sono individui e non astrazioni, anche se sono fatti di niente, non fanno parte degli oggetti materiali che li ospitano, sono corpi immateriali aggrappati alle cose, parassitari, e dotati di qualche proprietà molto primitiva. Questo libro si rivolge ai lettori interessati ai grandi temi della metafisica e della filosofia ma prima di tutto a chiunque abbia curiosità intellettuale e il piacere di avventurarsi nelle sfide che può lanciare il pensiero, tra rompicapo e l'immancabile senso della meraviglia.
Spiegazioni filosofiche Nozick Robert - Fuoriscena - Fuoriscena
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