Gaspari Libri
Libri editi da Gaspari Primo dopoguerra, 1918-1939
Antonio Cantore. Da Assaba alle Tofane. Il mito del generale alpino Ongaro Oreste B. - Gaspari, 2007 - Collana Storica
Il generale Antonio Cantore ha lasciato sulla guerra mondiale un'impronta impareggiabile. Nel 1930 Amedeo Tosti, uno degli scrittori militari allora più noti e apprezzati, pubblicava un libro L'esempio dei capi che, come recita il sottotitolo, voleva essere la raccolta dei profili dei "generali italiani caduti nella grande guerra". L'intento dell'opera era velatamente polemico nei confronti di quella stampa e quella letteratura che aveva fatto della contrapposizione soldati/generali - del sacrificio dei primi a scapito di una vita fin troppo facile vissuta dai secondi -, il filo conduttore della rilettura del conflitto. Il primo dei ritratti di Tosti è immancabilmente dedicato a Cantore. La ragione è cronologica: assieme a Montanari, il burbero ufficiale alpino non fece tempo a vivere che pochi mesi della guerra, ma l'esito è indubbiamente suggestivo. Dei ventun profili raccolti, il nome di Cantore è forse il solo, e sicuramente uno dei pochi, ad imporsi ancora all'attenzione del lettore, almeno di quello appassionato alla letteratura di guerra. Sembra anzi che proprio i pochi mesi di guerra vissuti dal terribile ligure gli avessero impedito di cadere a sua volta vittima della banalità della storia, di essere coinvolto nelle beghe di potere, di essere magari vittima, prima o poi, del "siluro" sempre in agguato. Il vecio, come lo chiamavano gli alpini in Libia, spinti avanti, spesso loro malgrado, dalle fulminanti bestemmie balbettate dal loro generale, aveva voluto restare una leggenda. Non ci avrebbe mai tediato con le sue memorie, o con qualche verbosa polemica "stile Giardino", a lui bastava che nessuno gli togliesse il posto di assoluto dominatore nel paradiso delle penne nere.
Tra due guerre. Storie di vita, guerra e prigionia Tosatto Guerrino - Gaspari, 2009 - Diari E Memorie Della Storia Italiana
Guerrino Tosatto, trevisano, non conobbe suo padre morto nella Grande Guerra e, come capitò a tutti i figli di coloro che combatterono la guerra che sancì la fine dell'Europa delle dinastie, ebbe la sorte di combattere la guerra seguente figlia anch'essa della prima. Siccome era un po' ribelle alla disciplina militare venne aggregato al Gruppo Tattico Scotti e partecipò nei primi mesi del 1943 alla battaglia di Kljuna - passata alla storia come l'offensiva di Tito sulla Neretva. Conobbe quindi le efferatezze di una guerra fra partigiani, tedeschi, cetnici e camicie nere. Riuscì a fuggire rubando la Balilla del colonnello Scotti. Da buon trevigiano era animato infatti da uno spirito goliardico - a volte al limite dell'incoscienza - che traspare nel racconto della ritirata, della prigionia in Austria dopo l'8 settembre, nella fuga dal campo e nella seguente prigionia nell'esercito sovietico: le avventure di una generazione, vissuta tra le due guerre, che ha poi ricostruito l'Italia.
1918-2008 la grande guerra. Il fronte alpino, la società, la memoria storica - Gaspari, 2010 - Quaderni Della Soc. Per La Guerra Bianca
1918-2008 la grande guerra. Il fronte alpino, la società, la memoria storica - Gaspari