Giappichelli Libri
Libri editi da Giappichelli Antica Grecia
Introduzione allo studio dei diritti greci Stolfi Emanuele - Giappichelli, 2006
Chi si accosti all'esperienza giuridica dell'antica Grecia, si trova dinanzi uno scenario assai diverso da quello che il talento romano e una lunga tradizione ci hanno reso familiare: un mondo, per molti aspetti, decisamente "altro". Non una parola che designi il "diritto", non una vera scienza giuridica, non un chiaro discrimine tra diritto pubblico e diritto privato, quasi nessuna soluzione di continuità tra la pervasività del "politico" (e dell'etica che vi è connessa) e le tecniche del "giuridico". E tuttavia si tratta di un universo in cui presero vita straordinarie forme di razionalità, ingegneria costituzionale e analisi sociale: un'esperienza che avrebbe avuto, con l'antica Roma, una profonda osmosi culturale, e avrebbe poi esercitato un'influenza determinante sul nostro modo di concepire la vita dell'uomo entro una comunità. Questo libro intende offrire - a livello didattico, ma senza rinunciare al pensare per problemi - una ricognizione dei caratteri d'insieme che assunse la vita giuridica nelle antiche poleis (prima fra tutte Atene), e dei principali modelli che ne ha tratto il pensiero politico e giusfilosofico moderno, per poi soffermarsi su alcuni punti strategici in cui, seguendo accostamenti spesso operati già dagli antichi, il confronto con Roma risulta particolarmente significativo.
Sulla nozione di giudizio in diritto greco Gernet Louis - Giappichelli, 2007 - Univ.Napoli-Dip. Di Scienze Dello Stato
Che cos'è una "dike"? In questo saggio del 1937 Louis Gernet fornisce una ricostruzione filologica della nozione di giudizio nell'esperienza giuridica greca. "Dike" come sentenza dunque, disintegrata però dai riferimenti concettuali e istituzionali che rendono familiare questa nozione alla nostra sensibilità giuridica; manca, infatti, nella Grecia antica, la figura professionale del giudice, la concezione normativa di un ordinamento, una tecnica specializzata di disciplinamento sociale assimilabile allo "jus" dei romani. La sentenza va quindi integrata piuttosto a un contesto antropologico definito da diversi elementi regolatori (giuramento, duello, faida, rituali di appropriazione) che, ordinati nel loro insieme, costituiscono il materiale procedurale di un agire sociale inedito che si installa nel cuore della polis. Questo è il "prediritto": dispositivo concettuale che spiega un orizzonte di senso al cui interno è praticabile una genealogia degli istituti giuridici intesa a fuggire ricostruzioni privilegianti, unilateralmente, ora il dato fattuale ora quello normativo.