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Il pane carasau. Storie e ricette di un'antica tradizione isolana. Nuova ediz. Serrenti Antonella Trossero Susanna - Graphe.It, 2019 - Physis
C'era un dolce tepore in quella cucina, tutto era armonia, e continuavamo a bisbigliare come se ci fosse stato qualcuno da non svegliare, da non disturbare. È nostro desiderio parlarvi di un antico pane tipico sardo, composto da semplici e pochi ingredienti quali una manciata di farina lavorata senza l'utilizzo del lievito di cui abitualmente facciamo uso, e schiacciata a lungo per ottenere uno spessore incredibilmente sottile; attualmente accompagna cibi, stuzzichini e salse anche nella penisola e risulta essere molto apprezzato dai «continentali»: si tratta del pane carasau, conosciuto anche con il nome di carta da musica - nome non attribuitogli dai sardi - per via delle sue sottilissime sfoglie e del suono che producono grazie alla loro tipica croccantezza. «Su pani fattu in domu», «il pane fatto in casa», quello che racconta storie infinite, che nasce in seno a una famiglia e che vaga di casa in casa, dentro bisacce o sull'altare del parroco, che richiede un intero corredo di canestri e di preziosi teli di lino bianco, che sopravvive a più di una stagione, e che prima ancora d'esistere è parte di un'idea che nasce coltivando, trebbiando, setacciando.
La visita di Giovanni Mele ai paesi arbëreshë di Calabria e Lucania nel 1918 Passarelli G. (Cur.) - Graphe.It, 2019 - Pecile
La visita apostolica di don Giovanni Mele ai paesi di origine albanese (arbëreshë) di tradizione liturgica bizantina della Calabria e della Lucania è senza dubbio da annoverare tra i documenti importanti per servire alla storia dell'Arbëria. È una testimonianza della situazione storica, cultuale, culturale e antropologica di queste comunità nel secolo scorso. I paesi descritti andarono a formare la prima diocesi di tradizione bizantina in Italia e l'estensore divenne il suo primo vescovo. Il testo della Visita è preceduto dalla relazione (Ponenza) tenuta dal card. Niccolò Marini all'Assemblea Plenaria dei cardinali il 19 novembre 1917 «intorno ai provvedimenti da adottarsi per l'amministrazione spirituale dei fedeli Albanesi di rito greco di Sicilia e Calabria», perché costituisce un'introduzione completa ed esauriente alla problematica che riguardava quei determinati paesi. Un documento ufficiale da cui si ricavano gli antefatti, le proposte, le posizioni e le decisioni, che inquadrano e chiariscono in modo inequivocabile l'origine della Visita. È seguito dalla relazione (Ponenza) del card. Aidan Gasquet su La visita alle colonie greche della Calabria e sulla nomina del primo Vescovo Ordinario per le medesime alla Plenaria del 10 febbraio 1919, in modo da conoscere come è stata recepita e quali conseguenze ha avuto. Queste due relazioni costituiscono una preziosa cornice all'edizione della Visita, che permettono di recepire senza intermediazioni sia le motivazioni che portarono alla nascita della diocesi bizantina della Calabria, sia l'origine e lo sviluppo della candidatura di Mele, sia anche la consapevolezza di quale fosse l'ambiente religioso, culturale e morale in cui si stava operando.
Il pane carasau. Storie e ricette di un'antica tradizione isolana Serrenti Antonella Trossero Susanna - Graphe.It, 2014 - Physis
E nostro desiderio parlarvi di un antico pane tipico sardo, composto da semplici e pochi ingredienti quali una manciata di farina lavorata senza l'utilizzo del lievito di cui abitualmente facciamo uso, e schiacciata a lungo per ottenere uno spessore incredibilmente sottile; attualmente accompagna cibi, stuzzichini e salse anche nella Penisola e risulta essere molto apprezzato dai "continentali": si tratta del pane carasau, conosciuto anche con il nome di carta da musica - nome non attribuitogli dai sardi - per via delle sue sottilissime sfoglie e del suono che producono grazie alla loro tipica croccantezza. "Su pani fattu in domu", "il pane fatto in casa", quello che racconta storie infinite, che nasce in seno a una famiglia e che vaga di casa in casa, dentro bisacce o sull'altare del parroco, che richiede un intero corredo di canestri e di preziosi teli di lino bianco, che sopravvive a più di una stagione, e che prima ancora d'esistere è parte di un'idea che nasce coltivando, trebbiando, setacciando.