Gruppo Albatros Il Filo Libri

Libri editi da Gruppo Albatros Il Filo Teoria e critica del cinema

LIBRO   9788830649309

Le cinéma des italiens. Stare bene, nel rispetto di tutti, oltre diffidenze, pericoli e contraddizioni Vellar Giampiero   -  Gruppo Albatros Il Filo, 2022  -  Nuove Voci. Strade

Anna e Rudy si incontrano per caso a Siena. Tra loro nasce un amore vero e intenso che porta alla nascita del loro figlio Ernesto. A causa delle rispettive famiglie che ostacolano la loro relazione per ideologie politiche differenti, Anna e Rudy sono costretti a contare solo sulle proprie forze, fino a quando, per inseguire i propri sogni, decidono di trasferirsi in Francia, dove troveranno amici veri e la propria strada: aprire Le Cinéma des Italiens in una piccola cittadina nei pressi di Bordeaux, dove alla gioia degli appassionati di cinema si affiancherà l'inimicizia di chi, da tempo, coltiva un odio segreto e pericoloso... La loro storia è raccontata da Ernesto in un libro, che forse sarebbe già stato dimenticato se Nicola Tardi un giornalista di Siena non lo avesse scoperto, riportandolo dove tutto era iniziato, permettendo così ad Ernesto di risolvere il nodo importante della sua vita. Con Le Cinéma des Italiens, l'autore Giampiero Vellar rende omaggio al cinema con una storia che conquisterà il cuore di tutti i lettori che sanno come sia importante inseguire con tenacia i propri sogni.

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LIBRO   9788856705904

Il doppio nel cinema: personaggi, metamorfosi, mutazioni Crotti Claudio   -  Gruppo Albatros Il Filo, 2008  -  Nuove Voci

La rielaborazione dei temi classici della metamorfosi, della mutazione e del doppio, attraverso l'analisi di sei pellicole del cinema contemporaneo: Birdy di Alan Parker, Taxi Driver di Martin Scorsese, Dead Ringers e A History of violence di David Cronenberg, Lost Highway e Mulholland Drive di David Lynch. La macchina da presa si focalizza dapprima sulla superficie cutanea dei personaggi, nel tentativo di individuare personalità "fluide", doppie nel senso più ampio del termine, alla ricerca di un'identità che qui prescinde, tuttavia, dal corpo. La pelle non è "luogo" di identità, l'immagine non è sinonimo di verità. Metamorfosi incorporee e metaforiche, mutazioni invisibili costringono a una "zoomata sottocutanea", che finisce per essere, contemporaneamente, studio, riflessione da parte dell'arte cinematografica circa i propri strumenti espressivi e linguistici. Un cinema che disorienta lo spettatore ed è a sua volta "disorientato", perché non vuole più credere a ciò che "si vede", ma allo stesso tempo forte, "maturo" nella consapevolezza che "la realtà non è che una possibilità, debole e fragile come tutte le altre possibilità".

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