Ianieri Libri
Libri editi da Ianieri Storia dell’arte e stili artistici: dal 1800 al 1900
Il sentimento della natura. Pittori abruzzesi al tempo dell'Italia unita. Ediz. illustrata Arbace L. (Cur.) - Ianieri, 2012 - Arte E Cultura
Pittori in catalogo: Nicola De Laurentiis, Gabriele Smargiassi, Giuseppe Bonolis, Giuseppe Palizzi, Filippo Palizzi, Nicola Palizzi, Francesco Paolo Palizzi, Valerico Laccetti, Gennaro Della Monica, Teofilo Patini, Pasquale Celommi, Vincenzo Gagliardi, Francesco Paolo Michetti, Paolo De Cecco, Fausto Zonaro, Vincenzo Rosati, Alfonso Muzii, Basilio Cascella, Augusto de Arcangelis, Carlo Patrignani, Ernesto Aurini, Vittorino Scarselli.
Paolo De Cecco. Le poetiche del quotidiano (1843-1922). Catalogo della mostra (Città Sant'Angelo, 1 maggio-25 maggio 2019). Ediz. a colori Garofalo Daniela - Ianieri, 2019 - Arte
Paolo de Cecco nasce il 13 aprile 1843, a Città Sant'Angelo, allora in Provincia di Teramo, da Raffaele Antonio e Berenice Baiocchi. È il primo di un folto gruppo di fratelli. Nel 1860 Paolo si reca a Napoli intento a laurearsi in Medicina ma scopre ben presto di non essere affatto propenso per questo tipo di studi. Comincia pertanto a seguire le lezioni di musica ed in seguito di Pittura, sua altra sentita passione, presso l'Istituto di Belle Arti come allievo di Domenico Morelli. Sul finire degli anni Sessanta conosce Michetti cui resta legato da sincera amicizia per l'intero arco della sua vita. Nel 1880 insieme a Michetti fonda il Cenacolo delle arti. Si stabilisce a Napoli ed eredita dei terreni nell'area di Città Sant'Angelo dove intraprende le attività di coltivatore ed allevatore. Nel 1884 incontra Margherita di Battista, sua futura moglie, dalla quale avrà cinque figli: Faustina (purtroppo scomparsa prematuramente nel 1894), Elena, Dora, e Santina e Gennaro nati a Messina nel 1898 ove de Cecco insegna da tempo. Agli inizi degli anni Ottanta, de Cecco consegue la patente per l'insegnamento, attività che lo occuperà per il resto della sua vita in varie scuole tecniche d'Italia. Nella raccolta degli eredi, sono inclusi sia i bellissimi elaborati degli allievi, in parte realizzati a La Spezia, presentati per la prima volta in questa esposizione, sia il disegno preparatorio della pala d'altare della Madonna che consegna il rosario, realizzata nel 1875, per la chiesa di San Francesco in Città Sant'Angelo, ad oggi ancora visitabile. Conclusa la stagione dell'insegnamento, dal 1916, si trasferisce a Napoli. Muore nel capoluogo campano, nel 1922.
Vincenzo Migliaro (1858-1938). Il pittore di Napoli Di Giacomo Domenico - Ianieri, 2006
Vincenzo Migliaro è stato, e resta ancora oggi, tra gli interpreti più autentici e disincantati di una città il cui passato sembra aver lasciato tracce riconoscibili solo per gli osservatori più attenti. Migliaro, pittore etnico per eccellenza, rimase infatti fedele fino alla fine dei suoi giorni ad una ricerca pittorica di raro rigore intellettuale ("Ho lavorato sempre. Sono povero") che individuava nella storia della città la chiave per decifrare umori e inclinazioni della sua gente. Il volume, nell'edizione cartonata con cofanetto, si presenta con un ricco apparato fotografico di circa 100 tavole a colori, di cui oltre 50 rari inediti. L'autore ripercorre la vicenda umana e artistica del maestro napoletano con partecipazione e lucidità di analisi. Inoltre contiene testimonianze rare, raccolte dalla viva voce di chi conobbe Vincenzo Migliaro o tramandate ai propri discendenti come patrimonio di cultura.