Ianieri Libri
Libri editi da Ianieri Cinema, film
Mitologia Fellini. Alla scoperta dei falsi miti su Federico Fellini e il suo cinema Nuti Laura - Ianieri, 2022 - Saggistica
Su Federico Fellini è stato scritto tutto e il contrario di tutto, al punto che è lecito domandarsi quali dei miti che aleggiano sulla sua figura e sul suo cinema siano effettivamente fondati su dati reali e quali andrebbero corretti, se non totalmente eliminati. "Mitologia Fellini" risponde a questa domanda prendendo in esame i "miti" emersi dalle pagine di due riviste-faro della critica cinematografica mondiale: "Cahiers du cinéma e Positif". In particolare, Laura Nuti individua sette miti (il felliniano, il demiurgo, il paroliere, l'apolitico, il misogino, il francescano, l'anti-intellettuale) di cui indaga l'origine e mette in evidenza l'ideologizzazione che li ha generati.
Conversazioni sul cinema. Tra teatro, televisione e letteratura al passaggio del millennio 1980-2020 Marianacci Dante - Ianieri, 2023
«Le numerose conversazioni raccolte nel volume offrono non solo l'opportunità di entrare nel laboratorio degli artisti, di scorgerne gli anditi più riposti e le fessure meno rischiarate dai riflettori, ma rappresentano un raffinato saggio di scrittura, in cui la comunicazione assume una connotazione colloquiale per destare l'immediato interesse del lettore, proiettato nella dimensione intellettuale del "dietro le quinte". Si disegna così la trama suggestiva di riflessioni, osservazioni e rivelazioni che tratteggiano il mondo dello spettacolo visto al di là della ribalta, così da travalicare i paradigmi della "vita quotidiana come rappresentazione" sondata da Erving Goffman. L'abilità di Marianacci risiede nella capacità di formulare domande scrupolose e calibrate, che consentono all'interlocutore di sfruttare l'intervista come un'opportunità comunicativa non di circostanza, in considerazione del fatto che "le domande non sono mai indiscrete. Spesso lo sono le risposte", come puntualizzava Lee Van Cliff a Clint Eastwood nel finale di Per qualche dollaro in più. Un profondo grazie a Marianacci e alla sua versatilità redazionale, oltre che intellettuale e culturale, che gli ha consentito di trasformare incontri professionali in opportunità di comprensione dell'arte filmica e teatrale, attraverso l'esercizio della scrittura, che diviene armonica quando le voci convergono all'unisono. L'Alighieri si sentì rivelare da Giustiniano che il concento sonoro delle intelligenze celesti è il frutto di un'armonia corale: "Diverse note fanno dolci note" (Paradiso VI, 123). Così l'incanto del cinema e del teatro è il frutto della convergenza di idee, intuizioni, abilità, che il coro delle voci raccolte da Marianacci contribuisce a comprendere al di là delle approssimazioni interpretative della cronaca, così in voga al tempo della comunicazione liquida e visuale del nostro tempo.» (dalla Prefazione di Andrea Lombardinilo)
Pasolini alla prova di «Orgia». Dal laboratorio drammaturgico alla regia torinese del 1968 Bertele Davide - Ianieri, 2021 - Teatro: I Quaderni Di Gioia
Il saggio si propone di analizzare la complessa figura di Pasolini focalizzando l'attenzione unicamente sul repertorio drammaturgico e teatrale dell'autore. Nello specifico, l'indagine si concentra su un'opera in particolare, ovvero "Orgia", tragedia che l'artista compone nel 1966. Tale drammaturgia ha quindi permesso di analizzare anche la conseguente messa in scena che Pasolini offre del testo nel 1968, presso il Teatro Stabile di Torino. Nel dettaglio, la tesi si suddivide in tre sezioni: nel primo capitolo si ripercorrono schematicamente alcune delle tappe fondamentali dell'opera teatrale pasoliniana, alla ricerca di possibili elementi di continuità; la seconda sezione è invece dedicata all'analisi del testo drammatico di Orgia, nel quale sono ben individuabili le modalità con cui Pasolini interpreta il proprio ruolo all'interno della società a lui contemporanea (sono ricorrenti, quindi, temi come la diversità, la volontà di scandalo, il sacrificio); infine, il terzo capitolo affronta nel dettaglio la regia torinese del testo, attuata dallo stesso autore, nella quale confluiscono i princìpi di teoria teatrale raccolti nel celebre Manifesto per un nuovo teatro. L'indagine, in sintesi, si propone di fornire un'immagine dell'artista bolognese come intellettuale pedagogo che, attraverso il linguaggio teatrale, cerca di riannodare i fili di un rapporto con la civiltà contemporanea, oppressa dall'avanzata del neocapitalismo e dell'economia dei consumi; egli, infatti, dimostra la ferma convinzione che soltanto mediante la relazione si possano creare i presupposti per attuare una proficua opposizione all'incedere dell'omologazione del pensiero e dei costumi.