Il Convivio Libri
Libri editi da Il Convivio Vulcanologia e sismologia
Raffaele Vittorio Matteucci. Un vulcanologo marchigiano sul Vesuvio (1862-1909) Manitta Guglielmo - Il Convivio, 2023
Quando giunge a Napoli nel 1891, Raffaele Vittorio Matteucci rimane subito rapito dal fascino del Vesuvio e dei suoi fenomeni eruttivi. Da quel momento inizia le sue attente osservazioni, spesso non curandosi dei pericoli, come nel maggio del 1900 quando rischia di morire durante un'esplosione. Meriti che gli valgono la direzione dell'Osservatorio Vesuviano, inaugurando una fase di miglioramento e di promozione dell'Istituto. La grande eruzione dell'aprile 1906 è l'ultimo fenomeno studiato, che seguirà ininterrottamente dal "suo" Osservatorio, distante soltanto due chilometri dal cratere del vulcano, superando le fasi più critiche di quel tragico evento, tanto da essere definito dalla stampa di allora "eroe del dovere".
L'eruzione dell'Etna del 1879 problema dell'Italia unita. Dall'apparato eruttivo a Passopisciaro Manitta Guglielmo - Il Convivio, 2016 -
Con l'eruzione del 1879 l'Etna viene annoverata tra le calamità naturali da monitorare presenti nel territorio italiano. In un'Italia che solo da pochi anni ha raggiunto la sua unità nazionale, è stato necessario avviare una serie di studi e di ricerche che potessero contribuire alla prevenzione del rischio vulcanico, promossi soprattutto dal ministero dell'Agricoltura, Industria e Commercio, e dal ministero della Pubblica Istruzione, come si evince dalla fitta corrispondenza. Questa ricerca, durata più anni, ha portato alla luce documenti di grandissimo interesse storico e vulcanologico.
L'attività eruttiva dell'Etna. Dal gennaio 2011 a giugno 2013 Manitta Guglielmo - Il Convivio, 2013
All'inizio del 1900 il cratere centrale dell'Etna era formato da un'unica bocca con i fianchi ripidi e un'ampia terrazza craterica. Attualmente il cratere centrale è suddiviso in 5 bocche principali. Nel 1911, precisamente il 27 maggio, sulla parte NE dell'attuale cratere centrale si formò la cosiddetta bocca di NE che ora costituisce il punto più alto del vulcano. Per qualche anno era solo una voragine che emetteva fumo. Fino al 1915, infatti, lanciava ceneri e lapilli, ma nel 1918 si verificò una fuoriuscita di piccole colate laviche. Dalla metà del XX secolo l'attività insistente del cratere e l'emissione di materiale piroclastico ha portato alla crescita del cono. L'altezza del cratere ha subito diverse variazioni. Nel 1978 essa era di 3345 m, nel 1989 di 3318 m negli anni seguenti il cratere ha raggiunto i 3350 ma attualmente è di 3340 m.