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Libri editi da Il Nuovo Melangolo Antica Grecia
La morte eroica nell'antica Grecia Vernant Jean-Pierre Regazzoni S. (Cur.) - Il Nuovo Melangolo, 2019 - Nugae
«E quando si gioca a "tutto o niente", c'è da stare sicuri che, un giorno o l'altro, si muore, perché nessun uomo è immortale, nemmeno Achille. Colui che vive la vita, e la sua persona, in questo modo che consiste nel porre tutto in gioco, tutto se stesso, al fine di mostrarsi, di dimostrarsi, di provare a se stesso che è veramente un uomo senza compromessi, senza codardia, allora questi è sicuro di morire giovane. E non è, questa morte, una morte come le altre. Come c'è un onore eroico che non è l'onore ordinario, c'è una morte eroica in battaglia che non è una morte ordinaria».
La morte eroica nell'antica Grecia Vernant Jean-Pierre Regazzoni S. (Cur.) - Il Nuovo Melangolo, 2007 - Nugae
«Per il giovane guerriero che cade in prima linea nel fiore della giovinezza, avendo messo in gioco la propria vita e se stesso, "tutto è bello, tutto conviene": gli uomini lo ammirano, lo venerano le donne e le future generazioni continueranno ad ammirarlo. Non cesserà attraverso la morte accettata e accolta, benché non scelta - di essere ciò che era da vivo, un uomo giovane nello splendore della forza e della bellezza». Jean-Pierre Vernant (1914-2007), filosofo, storico dell'antichità, antropologo, è stato uno dei massimi studiosi della cultura greca antica nonché un intellettuale attento e sensibile alle vicende del proprio tempo.
La cucina di Omero Lingua Paolo - Il Nuovo Melangolo, 2015 - Nugae
La cucina di Omero è semplice: sempre e solo carne spiedata con pochissime varianti; carne bovina adulta (buoi, tori, giovenche), carne ovina (ma più sovente agnelli e capretti), maiali particolarmente ingrassati. In qualche caso si mangiano cinghiali. Sulle mense di re e principi guerrieri, accanto alla carne abbrustolita, troviamo come unico accompagnamento il pane (sembrerebbe sempre bianco, di farina pregiata: non pensiamo ad alti pani lievitati, tecnica ancora sconosciuta, ma a pani bassi, schiacciati) e il vino di cui in alcuni casi, per valorizzarne la qualità, si indica la località di provenienza. L'alimentazione dei protagonisti dei poemi omerici è, volendo giocare sul paradosso, autoreferenziale. Gli eroi sono pieni di forza quasi divina, miracolosa. Una forza che viene dalla loro vitalità fuori del comune. La carne che quegli eroi mangiano, quasi distruggendola a brani, con un appetito che può apparire feroce e belluino, è solo la metafora del circuito della vita.