Il Pensiero Libri
Libri editi da Il Pensiero Catanzaro
Catanzaro fede e tradizione. Della «Reale Arciconfraternita dei SS. Giovanni Battista ed Evangelista dei Cavalieri di Malta ad honorem» Santise Fortunato Santise Valentina Rotella Vincenzo - Il Pensiero, 2018 - Enotria
L'affannosa rincorsa per non restare indietro ai mutamenti che la tecnologia e le odierne mode impongono con incessante incalzare quotidiano, e per evitare quindi di essere tacciati per matusa, fa dimenticare tutte le consuetudini alle quali i nostri genitori erano fedelmente e fieramente attaccati. La corsa del declino, evidente già da molto tempo, sembra inarrestabile. Erano usanze "trasmesse" da generazione in generazione e perciò cariche di ricordi; mantenerle vive velava quel senso di rispetto profondo portato ai maggiori anche se non più presenti. Trasgredirle, equivaleva offendere la loro memoria; ovvero non ascoltare la voce del sangue. L'origine di quelle costumanze è ignota. Di certo tante risalgono all'epoca in cui l'uomo regolava i suoi comportamenti osservando i mutamenti della natura. Nel tempo, molte hanno subito varianti prodotte da suggestioni, dalla fede o dal passaggio da un paese all'altro. Alcune erano ricordate, addirittura, attraverso proverbi. Custodi e artefici, di queste tradizioni, sono le Confraternite che, tra cavilli e incomprensioni, resistono all'usura del tempo e delle persone.
Le banche di Catanzaro tra l'800 e il '900. Il credito sul Triavonà Santise Vittorio Sia Elvira - Il Pensiero, 2018 - Micro Macro
Catanzaro, ove già fioriscono una quantità di banche di classe, si può dire oramai che a preferenza di qualunque altra sia la città del credito. Ecco un altro appellativo, sconosciuto, dato alla città nostra ma che, oggi, sembra urtare con l'attuale situazione congiunturale il cui vortice, per opinione diffusa e convinta, muove proprio dalle banche alle quali si chiede una amministrazione spigliata, non vincolata troppo da statuti e regolamenti, ispirati spesso da una prudenza eccessiva, da norme più o meno burocratiche, a cui si ribella la natura degli affari commerciali per infondere vita e rigore al commercio e alla industria locale. È nei periodi di crisi, periodi in cui le banche comuni si fanno prendere troppo facilmente dallo spavento, che il commercio e l'industria hanno maggior bisogno della banca, e questa, restringendo troppo violentemente il credito, acuisce la crisi e rende inevitabili delle cadute che si potrebbero evitare. Una banca di commercio che, più che ai patrimonii dei clienti, bada all'onestà, alla attività, allo spirito d'iniziativa che essi posseggono, e non indietreggia di fronte all'audacia spesso indispensabile.