Il Ponte Vecchio Libri
Libri editi da Il Ponte Vecchio Germania
Il pane bianco. 1943-1945. Campo di sterminio Dora Buchenwald, pagine di orrore e di speranza Bianchi Lorena Piarulli Luigi Maria Bianchi Romolo - Il Ponte Vecchio, 2019 - Memorandum
"Si invocava la morte affinché venisse a liberarci presto da quell'incredibile e insopportabile fatica di vivere che era il nostro patire quotidiano. Ma quando veniva il momento di distenderci ci si augurava di svegliarsi ancora..."
Diario di prigionia. Klingenthal 1943-1945 Sbrighi Guerrino Duilio Amaducci O. (Cur.) - Il Ponte Vecchio, 2018 - Memorandum
"Ho sempre saputo che lo zio Duilio era stato prigioniero in Germania, me lo aveva raccontato il mio babbo che era stato testimone della sua cattura a Bologna la mattina dell'8 settembre del 1943. Lo zio non amava parlarne, ma ricordava la fame e la necessità, per sopravvivere, di mangiare qualsiasi cosa, dalle patate marce rubate ai maiali, ai resti della mensa ufficiali, sottratti dal mucchio della spazzatura dietro la cucina. Quando ho visto il quadernino del diario, ho deciso di pubblicare questa memoria perché il racconto fatto da una persona cara, incide molto di più nella mente e nel cuore. Posso riassumere l'odissea di Duilio in poche parole: lontananza, freddo, fame, speranza e disperazione. Nell'ultima pagina, scrive di aver meditato di farla finita ma al pensiero della moglie e dei figli: 'mi trattenni e proseguii la mia miserabile vita di sofferenze'. Era il 21 gennaio 1944. Il diario si interrompe, ma Duilio rimane prigioniero fino al 23 gennaio 1945. Pubblicando il diario, non rendo omaggio solo alla memoria di mio zio Duilio, ma di tutti gli uomini travolti da quegli eventi drammatici."
Il muro di Berlino. Vent'anni fa, la caduta. Storia, memoria e immagini Ugolini Rinaldo - Il Ponte Vecchio, 2009 - Ursa Major
Nell'ottobre del 1967 l'autore di questo libro, da Francoforte sul Meno, dove in quel tempo viveva, si recò a Berlino. Rimase lassù una decina di giorni. Il bel tempo favorì i suoi spostamenti e i suoi giri e gli offrì l'occasione per scattare diverse foto. Una quarantina le scattò lungo il muro che allora divideva in due la città. Andò anche nel settore orientale e anche lì fece alcuni scatti, prima che un amico sconosciuto non lo consigliasse di smettere e di nascondere la fidatissima Zeiss. Quando l'autore lasciò Francoforte e tornò in Italia, le foto lo seguirono e, assieme ad altre foto "tedesche", finirono in un album e lì rimasero per più di quaranta anni. Ora, nel ventesimo anniversario della caduta del Muro, le foto che nell'ottobre del 1967 furono scattate a Berlino, assieme ad altre foto di giornali e riviste dell'ottobre-novembre 1989, sono state ordinate e raccolte qui per non dimenticare che la libertà è il dono più grande che mai sia stato fatto all'uomo.