Il Saggiatore Libri
Libri editi da Il Saggiatore Teoria dell’architettura
L'architettura della città Rossi Aldo - Il Saggiatore, 2018 - La Cultura
Dalla sua prima edizione nel 1966, "L'architettura della città" è stato il testo che più ha influenzato la riflessione urbanistica, restituendo centralità alla grande questione rimossa della forma. Ogni città è forma, e qualsiasi tentativo di comprenderla unicamente attraverso le sue funzioni è destinato a fallire. Nella forma, la tradizione mostra la sua capacità di mutare e durare nel tempo, e l'idea che una comunità ha di sé entra in risonanza con i bisogni pratici a cui deve far fronte. L'architettura diventa così un atto collettivo, in cui si uniscono due urgenze umane come l'intenzionalità estetica e la necessità di costruire un ambiente propizio alla vita. Non si tratta di un incontro teorico, ma di un'alchimia che genera spazi concreti: strade da percorrere, edifici da abitare, monumenti in cui depositare identità. Questa città, così animata e così umana, emerge dal tempo, cresce su se stessa, acquista coscienza e memoria allestendo il palcoscenico in cui istanze opposte si scontrano e sintetizzano: particolare e universale, individuale e collettivo, progettazione razionale e locus. Solo abbracciando la complessità di questo campo di forze eterogenee è possibile un approccio architettonico che sia nel contempo estetico e politico. Attraverso una rassegna di città ideali e di luoghi reali - da Berlino a Stoccolma, dal foro di Roma all'antico teatro di Arles divenuto un quartiere abitato -, Aldo Rossi costruisce un testo spartiacque della letteratura urbanistica. "L'architettura della città" è un saggio scritto con rigore rinascimentale e insieme la dichiarazione di poetica di uno dei più importanti architetti e intellettuali italiani; un libro che si dischiude a interpretazioni sempre fertili e nuove perché, come una sinfonia o un grande romanzo contemporaneo, ha la profondità e il fascino di un'opera aperta.
Scritti scelti sull'architettura e la città 1956-1972 Rossi Aldo - Il Saggiatore, 2024 - La Cultura
Gli "Scritti scelti sull'architettura e la città" di Aldo Rossi sono i testi che più hanno plasmato l'idea contemporanea di pianificazione urbanistica. È il 1955 quando Aldo Rossi comincia a scrivere sulle pagine di Casabella. È ancora solo uno studente, ma in quei primi testi si intravede un ideale che prende forma riga dopo riga. Già nei suoi saggi giovanili sul neoclassicismo italiano, e soprattutto attraverso il confronto con l'opera di Étienne- Louis Boullée, Adolf Loos e Le Corbusier, possiamo scorgere i concetti su cui Rossi fonderà la sua idea di architettura: tra tutti la critica al «funzionalismo ingenuo» e l'interazione tra l'edificio e l'ambiente circostante. Questa raccolta ci permette di seguire, come su un piano cartesiano, l'evoluzione della sua teoria e dei suoi interessi storici testo dopo testo, dagli studi su Vienna, Berlino, Venezia e Milano fino allo sviluppo del fondamentale concetto di «città per parti»: una visione della metropoli non più come spazio fisico da colonizzare, ma come luogo in cui elementi di diversa origine vanno a combinarsi armonicamente. In un presente in cui i problemi spaziali della città si palesano quotidianamente nella vita dei cittadini e in cui l'architettura ha perso il proprio ruolo politico, la voce di Rossi risuona ancora più potente a delineare un altro modo di pensare e abitare il mondo: una visione in cui convivono poetica e tecnica, arte e pianificazione, e in cui solo guardando al passato si può immaginare il futuro della comunità.
Architettura integrata Gropius Walter - Il Saggiatore, 2010 - Saggi. Tascabili
Per Walter Gropius la pratica dell'architettura non si traduce in una semplice questione di stile ma si pone prima di tutto come una questione etica e di impegno civile, rispecchiando i valori di un'epoca e di una cultura. Nell'istanza didattica di Gropius, prima di formare gli architetti, è necessario formare uomini nuovi, consapevoli del loro ruolo nella società. I saggi, elaborati durante l'esperienza a Harvard tra la fine degli anni trenta e la prima metà degli anni cinquanta, sono organizzati in maniera tematica: la formazione degli architetti e dei progettisti, l'architetto contemporaneo, urbanistica e edilizia popolare. Gli scritti di "Architettura integrata" restituiscono la consapevolezza del proprio ruolo di guida e di riferimento per gli architetti cresciuti nel dopoguerra.