Il Saggiatore Libri
Libri editi da Il Saggiatore Combattimento e difesa personale
Gladiatori Franchini Antonio - Il Saggiatore, 2016 - La Cultura
"Gladiatori" parla dell'umanità; dell'umanità impazzita; di quell'umanità impazzita che affolla le palestre di pugilato, i palasport. Sudore, sangue, nasi rotti, aspirazione al dolore, la marcia furiosa dei sacchi da boxe, il rullare di corde in uno scantinato: peso e altezza, vittorie e sconfitte sono le misure certe di una verità di carne che fuori dal ring non può essere attinta. Autore fra i più significativi della letteratura italiana contemporanea per la maestria con cui inocula la finzione nella verità di una presa diretta sul reale, dimostrando così all'inverso il nodo dolorosamente vero di ogni costruzione finzionale, non importa quanto elaborata, quanto formalizzata, Antonio Franchini si accanisce sul proprio stile e rivela l'opprimente insufficienza del linguaggio, in ciò portando alle conseguenze estreme la regressione di certo verismo: è infatti nelle zone in cui il linguaggio si disarticola e il silenzio riempie come magma le fenditure che si inoltra Franchini; nelle zone in cui - di fronte all'uccisione casuale di un pugile - lo stile non può che azzerarsi, la parola ridursi alla fonazione di un cronista, la frase a una voce protesa nel vuoto. Ring e letteratura questo infatti condividono: sono spazi chiusi, delimitati dalle forze opposte della stilizzazione e della sofferenza, della sconfitta e della vittoria, della farsa in agguato e di un reale sempre inseguito, soltanto sfiorato.
La scienza dolce. Il mondo della boxe Liebling Abbott Joseph - Il Saggiatore, 2025 - La Cultura
Al di là del suono dei guantoni che colpiscono il volto, al di là delle urla della folla, delle gocce di sudore che brillano sulla pelle, del sangue che scende sugli occhi, del respiro che esplode nel petto, al di là cioè di tutto il dolore e la violenza, quel che resta sul ring è solo una immensa dolcezza. La scienza dolce è il racconto epico della boxe delle origini: un viaggio tra palestre polverose e sacchi sfondati inseguendo l'umano nella sua essenza più vera e barbarica. C'è qualcosa di malato nel trascinarsi dall'altra parte della città e pagare un biglietto per guardare due uomini all'interno di un quadrato di corde picchiarsi selvaggiamente fino a perdere coscienza. Eppure in quello spettacolo c'è, per molti di noi, anche qualcosa di necessario. È stata questa necessità a condurre A.J. Liebling ai quattro angoli del globo per assistere a combattimenti immortali e zuffe da quattro soldi, immergendosi nelle storie dei pugili che aveva davanti: dall'anonimo peso piuma irlandese Billy «il ragno» Kelly, che una sera rischiò di diventare re d'Europa, al campione Joe Louis, costretto a tornare a combattere dopo il ritiro per pagare i suoi debiti; dall'inarrestabile corsa di Rocky Marciano verso la cintura dei pesi massimi alla sorprendente vittoria per ko di Sugar Ray Robinson contro l'implacabile Randy Turpin. Con la meticolosità del rapsodo che evoca genealogie di picchiatori e la fame insaziabile del drammaturgo per l'agone e la tragedia, in queste pagine Liebling ci invita a sederci al suo fianco mentre commenta l'ascesa e il declino di leggende viventi e umili boxeur, trattando tutti con la medesima considerazione: perché, in quella «dolce scienza» che è il pugilato, chiunque si sottoponga all'ordalia dell'incontro merita rispetto; e chiunque si offra al massacro del ring merita compassione.