Infinito Edizioni Libri
Libri editi da Infinito Edizioni Lingue indo-europee
Questo mondo un po' sgualcito Camilleri Andrea De Filippo Francesco - Infinito Edizioni, 2011 - Grandangolo
"Di interviste ad Andrea Camilleri è affollato il mondo del giornalismo e della televisione; di tesi di laurea sulla sua opera sono colmi gli scaffali degli atenei, così come quelli delle biblioteche per quanto concerne libri confessione, ponderose sintesi biografiche, quadri di sicilianità e quant'altro. Che motivo c'era di scriverne un altro, dunque? A mio avviso non ce n'è uno, ce ne sono due. Comincio dal secondo: il ricavato di questo libro, detratte le spese sostenute dall'editore, andrà in beneficenza. Il primo motivo: nell'abbagliante, stordente e caduco mondo dei media dominato da rapidità e approssimazione, credo che la figura dello scrittore siciliano sia sottovalutata; va corretta. Di riflettori puntati su di lui ce ne sono fin troppi, ma l'immagine che ne rimanda la televisione o la stampa è parziale, banalmente personalistica, a volte paternalistica. Se tralasciamo per un istante la produzione montalbaniana, divenuta suo malgrado quasi un prodotto di consumo, cosa rimane di Andrea Camilleri? Tantissimo ancora: un uomo di grande rigore etico, onestà e intelligenza, uno scrittore di grande talento, un intellettuale engagé ma non barricadero, un anziano ancora curioso e disponibile ad apprendere, un uomo colto che ha attraversato quasi un secolo di storia conoscendo di questa molti protagonisti, un individuo semplice con i suoi difetti, un regista tra i primi a portare in Italia il teatro di Beckett. In una parola, un saggio. (Francesco De Filippo)
La sentinella del piccolo popolo. Storia di Miroslav Krleza, l'uomo che visse sette vite Ziliotto Silvio - Infinito Edizioni, 2019 - Orienti
Miroslav Krleza (1893-1981) è stato il più grande letterato del Novecento croato. Saggista, critico, drammaturgo, poeta, scrittore, anticipatore di correnti e pensiero, è stato spesso censurato per il suo anti-militarismo e le sue critiche graffianti sia sotto l'Impero austro-ungarico che durante il Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni. Espulso dal Partito comunista jugoslavo nel 1939, avversato e scampato alla fucilazione del regime ustasa croato alla fine della seconda guerra mondiale, fu perdonato da Tito che lo volle alla guida della politica culturale del nuovo Stato socialista jugoslavo. Attraverso la sua vicenda umana e la sua incredibile produzione letteraria, Krleza si presenta come figlio e sentinella di un piccolo popolo, ma al contempo intellettuale mitteleuropeo tra i più innovativi e apprezzati. "Silvio Ziliotto ha scritto un ampio e ben articolato testo sulla storia e il valore del più importante (e straripante) autore della letteratura croata del XX secolo: Krleza il ribelle, il rivoluzionario, l'escluso, il salvato, l'intellettuale ufficiale, il sopravvissuto (a se stesso), il decano di Zagabria". (Silvio Ferrari) "Si può leggere questo libro come un risarcimento critico a uno scrittore ingiustamente trascurato, come la storia di un intellettuale libero che viene mai totalmente addomesticato dal potere, come la vicenda di un artista profondamente radicato nella cultura della propria nazione che però si rifiuta di diventare nazionalista e anzi aspira a farsi sempre più europeo. lo l'ho letto come la vicenda di un uomo che aveva intuito l'approssimarsi di una catastrofe". (Roberto Borghi).
Finalmente Beatrice Casa Luigi Vincenzi Monica - Infinito Edizioni, 2009
Finalmente Beatrice è uno sguardo alla Divina Commedia di Dante Alighieri partendo dalla Psicologia del profondo e dalla Filosofia simbolica. Beatrice rappresenta il Femminile, l'archetipo della creatività, l'accoglienza e l'intuizione racchiuse in ognuno di noi, indipendentemente dal sesso, che nelle condizioni ottimali si armonizzano con l'archetipo del Maschile. Il sogno di Dante splendidamente rappresentato nella Commedia è un cammino, un viaggio iniziatico che sarebbe ideale per tutti intraprendere al fine di raggiungere la condizione di Umanità Vera, di Umanità Universale. Proprio quest'ultimo è il modello finale a cui tendiamo, come dimostrano tutte le principali teosofie, da quelle più antiche fino all'Ebraismo, al Cristianesimo e all'Islam. Dante ha attinto la sua arte e le sue certezze da lavori precedenti nonché da idee e concetti cari alle diverse religioni. Questo, invece di sminuire l'opera del Poeta, le dona un respiro più universale.