Inschibboleth Libri
Libri editi da Inschibboleth STILE DI VITA, SPORT E TEMPO LIBERO
Corporis animique. Le ricette di una visionaria De Martin Lia - Inschibboleth, 2021 - Gea
Flaminio e Lia De Martin sono una coppia davvero straordinaria; insieme da una vita, insieme sono anche riusciti a far diventare la loro casa, a Santa Maria di Feletto, sugli ondulati e incantati pendii delle colline trevigiane, un ritrovo agognato dalle menti più lucide e insieme visionarie della seconda metà del Novecento e dei primi decenni del Ventunesimo secolo. Scrittori, poeti, pittori, filosofi, critici d'arte, registi e attori, ma anche cantanti e personaggi televisivi si sono avvicendati tra le calde e rassicuranti mura della casa colonica dei De Martin, dando vita a un vero e proprio cenacolo culturale, bagnato dall'ottimo vino di quelle terre e arricchito dai cibi non meno visionari e seducenti preparati negli anni da Lia, ispirandosi ogni volta alle diverse personalità dei suoi ospiti. Prefazione di Massimo Donà.
Paradisi oceanici Bertrana Aurora Forgetta E. (Cur.) - Inschibboleth, 2020 - Margini
Sono le cinque di pomeriggio d'un radiante giorno di maggio. Sotto un cielo nitido, turchese, e sopra un mare colmo di riflessi, scivola una goletta. Oceania! Chiarore vibrante, spazi illimitati, luccichio tremulo all'orizzonte... A poppa, Tahiti s'allontana lentamente. Il sole dora i fianchi delle sue montagne vellutate, e l'acqua, tesa come quella d'un lago, raccoglie e culla l'immagine delle loro cime aguzze, pregne del gran chiaror pomeridiano. A prua il Pacifico immenso, misterioso... Voglia di partire, voglia di raggiungere una meta sconosciuta, voglia di navigare con un vascello dondolante e silenzioso che solca le onde del gran mare.
Citazioni non autorizzate Morra Rosario - Inschibboleth, 2025 - Facezie, Arguzie E Minuzie
"Rosario ha bisogno (e queste pagine lo dimostrano con grande vividezza) di interrogarsi sulle ragioni della propria "inattualità"; e quindi del proprio disagio. Del proprio non sentirsi mai a casa in un mondo destinato a vedere il disegno e il "figurativo" quasi come colpe da espiare." (Massimo Donà) "Per quanto mi riguarda, soprattutto lavorando su artisti come de Chirico e De Dominicis mi sono reso conto che il recupero "anacronico" della dimensione del disegno e della figurazione non esclude affatto la ricerca post-duchampiana oggi (ma ancora per quanto?) egemone. Io sono contrario a chi ideologicamente considera la pittura un linguaggio del passato (come, poniamo, la tragedia regolata in endecasillabi sciolti) ma sono contrario pure a chi ideologicamente considera Duchamp un impostore e il linguaggio che ne è derivato una truffa." (Andrea Cortellessa)