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Libri editi da Iperborea Controllo politico e libertà
I mangiatori di Buddha. Vita e ribellione in una città del Tibet Demick Barbara - Iperborea, 2024 - I Corvi
Ngaba, città stretta tra due monasteri, è la prima frontiera dell'altopiano tibetano per chi arriva da nord. Qui gli invasori cinesi si sono scontrati con la resistenza locale sin dagli anni Trenta, quando l'Armata Rossa di Mao entrò in città e, in preda alla fame, dissacrò i templi per mangiare le statuette votive di Buddha, fatte di farina e burro. Oggi Ngaba è inaccessibile agli occidentali, ma Barbara Demick, sfidando la burocrazia di Pechino e a costo di gravi rischi personali, è riuscita a visitarla e ha raccolto i fili di una storia, quella del Tibet moderno, fatta di repressione e ribellione, fughe e compromessi. Tra le mille voci di questo popolo umiliato e offeso c'è Gonpo, la principessa deposta bambina; Delek, nomade brutalizzato dagli invasori che diventa una Guardia Rossa; Tsegyam, il poeta che insegnava il tibetano e i testi proibiti nelle scuole per tramandare la raffinatezza di una cultura che la Cina cerca di cancellare; e poi studenti radicalizzati nei monasteri, ex monaci che si reinventano imprenditori, giovani scissi tra l'identità tibetana e l'abiura in nome del benessere economico cinese. E c'è chi non ha mai smesso di combattere ma, per non rinunciare ai principi buddhisti e al pacifismo del Dalai Lama, lo ha fatto rivolgendo la violenza delle proteste contro un solo bersaglio: il proprio corpo. Così a Ngaba a decine si sono avvolti nel filo spinato, hanno bevuto la benzina e si sono dati fuoco. Polifonico come un romanzo corale e rigoroso come un'inchiesta, I mangiatori di Buddha racconta di oppressione, resistenza e di una colonizzazione ancora in atto, illuminando un angolo di mondo che un regime potentissimo vuole tenere nell'ombra.
Il Sorriso di Pol Pot Froberg Idling Peter - Iperborea, 2010 - Gli Iperborei
Nell'estate del '78 un Boeing 747 cinese atterra nella Kampuchea Democratica con a bordo una delegazione dell'Associazione Svezia-Cambogia, guidata da Jan Myrdal. I quattro svedesi sono tra i pochissimi stranieri a cui è stato consentito l'ingresso nel paese dove si è verificata la rivoluzione comunista più radicale a cui il mondo abbia mai assistito. Sei mesi dopo la loro visita si scopre che, nel corso dei tre anni e mezzo nei quali Pol Pot è stato al potere, quasi due milioni di persone, corrispondenti a un quarto della popolazione, sono stati giustiziati o sono morti di fame, malattie e schiavitù. Ma durante il viaggio di mille chilometri attraverso il paese, i quattro delegati non hanno visto né morte né terrore, descrivendo anzi la rivoluzione dei Khmer Rossi come pienamente riuscita, un modello da seguire. Com'è possibile che quattro studiosi specializzati nel Sudest asiatico, abbiano compiuto un viaggio nel pieno di uno dei più imponenti eccidi del Novecento senza vedere nulla? Nella sua ricerca della verità, Idling ha ripreso contatto coi protagonisti della vicenda, intervistandoli e indagando su quell'esperienza. Tutti mostrano di avere opinioni contrastanti sulla rivoluzione dei Khmer Rossi ma la loro memoria ci aiuta a ricordare un importante capitolo della storia contemporanea.