Johan Levi Libri
Libri editi da Johan Levi Stili artistici: Pop art
Elogio di «Funny Guy» Picabia, inventore della pop art Lebel Jean-Jacques - Johan & Levi, 2014 - Il Punto
"Elogio di 'Funny Guy' Picabia, inventore della Pop Art" prende spunto dal ritrovamento postumo di un corpus di dodici disegni di Francis Picabia risalenti al 1923 realizzati a inchiostro su carta per illustrare le copertine della rivista "Littérature", fondata e diretta da André Breton. Per questi disegni, rimasti inediti, Picabia si appropria delle immagini pubblicitarie di una rivista o della brochure di un grande magazzino, le copia e fornisce nome e prezzo esatto di vendita di ciascun articolo. Semplice materiale pubblicitario su cui Picabia appone le proprie iniziali, per ironizzare forse sulla sua scarsa capacità di vendersi e forse anche per sdrammatizzare l'insuccesso della sua mostra alla galleria Dalmau di Barcellona, di cui Breton fu testimone. Essi rappresentano una svolta stilistica e tematica rispetto ai progetti realizzati fino a quel momento dall'artista. Picabia usa per la prima volta una strategia commerciale come strategia di sovversione artistica; eleva cioè la volgare propaganda commerciale a opera d'arte. Così facendo inventa la Pop Art e diventa precursore di Warhol, Lichtenstein e Rosenquist.
Andy Warhol superstar. Schermi e specchi di un artista-opera Scarlini Luca - Johan & Levi, 2012 - Il Punto
"Andy Warhol superstar" ripercorre le tappe dell'attività "su schermo" di Andy Warhol, dai film, alla pubblicità fino alle apparizioni televisive. Un percorso che ne ha sancito lo status di divo acclamato dalle folle, preso ad esempio ma anche odiato a tal punto da attentare alla sua vita, un excursus attraverso le varie esperienze e le figure che lo hanno accompagnato e che sono diventate parte integrante dell'immaginario warholiano, prima tra tutte l'attrice e sua musa Edie Segwick. Con sguardo esperto sul mondo del teatro, Luca Scarlini scandaglia i mille volti di Warhol: fobie, contraddizioni e aspirazioni in relazione alla sua immagine e alla produzione di opere per il piccolo e grande schermo. Sullo sfondo del mondo pop e "camp", quello scenario degli anni sessanta e settanta in cui il kitsch regnava sovrano.
Pop art Lippard Lucy R. - Johan & Levi, 2026 - Il Punto
Se la Pop Art non è un movimento con manifesti e dimostrazioni di gruppo, è quantomeno una tendenza relativamente coesa, un insieme di pratiche che usano immagini, oggetti e linguaggi della cultura di massa (pubblicità, fumetti, packaging, star system, design) per metterli in scena, esaltarli, criticarli o giocarci. Questo spirito era determinato dal desiderio di vivere il mondo contemporaneo con un'attitudine positiva anziché negativa, in un clima di esaltato ottimismo. In questa sintesi critica della Pop Art, scritta in presa diretta prima che il movimento venisse canonizzato, Lucy Lippard disseziona il fenomeno - nato prima in Inghilterra e poi autonomamente in America - e la sua eredità internazionale. Ne prende in esame tanto le figure iconiche - i padri spirituali, i precursori e i cinque "irriducibili" - quanto nomi meno conosciuti, ma anche gli artisti che li avevano preceduti: gli espressionisti astratti. Nel registrare energie, contraddizioni e contesto sociale senza lo sguardo retrospettivo dei manuali successivi, Lippard offre una delle prime analisi sistematiche di come la cultura visuale di massa entri a costituire il linguaggio stesso dell'arte contemporanea.