Joker Libri
Libri editi da Joker Autobiografie: letterati
Lettere (1955-1966) Pizarnik Alejandra Ostrov Leon Ostrov A. (Cur.) - Joker, 2024 - Memoria Del Viaggio
Alejandra Pizarnik iniziò la terapia psicoanalitica con León Ostrov a 18 anni, un incontro destinato a segnare profondamente la sua vita e la sua opera. Il trattamento si interruppe, ma tra la poetessa argentina e il suo ex analista nacque un'amicizia speciale, alimentata dalla comune passione per la filosofia e la letteratura, che si intensificò durante gli anni parigini di Alejandra. È proprio a questo periodo che risalgono queste lettere: un racconto intimo e profondo delle esperienze lì vissute, dei legami con figure straordinarie (de Beauvoir, Cortázar, Duras, Paz...), delle persistenti difficoltà economiche, delle irrisolte tensioni familiari e della personale lotta riguardante il processo creativo e la scrittura. Ma, più di tutto, queste lettere svelano le sue paure più intime: le angosce che la assalivano nei momenti di maggiore depressione, la consapevolezza di amori impossibili e i tormenti di una salute precaria. Il rapporto di fiducia con Ostrov, che cercò di sostenerla nonostante la distanza, rende queste lettere uniche, restituendo una Pizarnik intensamente umana e vulnerabile, che non teme di mostrare al suo interlocutore tutta la propria fragilità emotiva.
Cento lettere (2023) Ercolani Marco Lumelli Angelo - Joker, 2023 - Libri Dell'arca
Che senso può avere questo carteggio (dopo l'era dei francobolli, dei postini...) fra due persone, scrittori, iniziato e concluso tra la primavera e l'estate del 2023? Si tratta di un colpo di testa, di fortuna, di un parlare quasi sottobanco, per vedere se il linguaggio possa essere già nostro, o non ancora? Uno dei due, senza fare nomi, spergiura di non avere mai scritto lettere, d'essere stato sempre in attesa, come se il linguaggio dovesse arrivare da fuori, anche senza di noi... Come mai questa incredulità, poi questa piccola furia? a interrogare, a rispondere su questioni che sembrano di mestiere, come il mestiere di scrivere, ma che dello scrivere osservano il momento critico, il linguaggio interminabile, le sue pretese, il suo fastidio? Ne è nato questo volume di cento lettere (cento perché gli autori si sono accorti che era ora, appena in tempo per smettere). Più che improvvisate, sono lettere improvvise, urgenti ed istintive, ombre del corpo sul foglio, come una letteratura fantasma, in ore tarde. Persone, dunque, più o meno "ammalate di scrittura", che si scambiano lettere, sempre più ansiosamente, prima e dopo la poesia - come se essa fosse il momento che ci mette a tacere.
Il breviario blu Bousquet Joë Marchetti A. (Cur.) - Joker, 2023 - Memoria Del Viaggio
Il testo de "Il breviario blu", redatto quasi interamente nell'estate del 1942, né completamente frammentario, né pienamente aforistico, fluisce per corsi variegati e talvolta vertiginosi, tra lo sparso e l'unità. Si percepiscono letture, incontri, sempre intimamente mischiati, per il viaggiatore immobile, alla scrittura: tracce di libri, di sguardi sul mondo, cenni di sogni, fugaci allusioni d'incipienti amori. Il tono d'oltre tomba di queste pagine segna la distanza da una qualsiasi elaborazione letteraria o illusione narrativa. Nell'abolizione di se stesso, il soggetto è parlato attraverso la propria morte. Scrivere è un gesto legato all'"esperienza della morte". Da tale esperienza, Joë Bousquet ha potuto dirsi nel corso de "Il breviario blu": "La mia morte attende che io sia entrato nella mia vita".