L Orma Libri
Libri editi da L Orma ARTI
Antico come la luce. Storie del cinema Kluge Alexander - L'orma, 2016 - Kreuzville
Il cinema come una forma di esperienza del mondo antica quanto la luce del sole. Questa la dichiarazione di fede e di amore di uno dei maggiori cineasti, narratori e teorici tedeschi dei nostri tempi. Un proliferare di aneddoti e apologhi fulminanti ed emblematici, carichi di una forza critica che si fa visione. Racconti e riflessioni in bilico tra realtà e finzione che giungono a comporre un'unica grande epica cinematografica. Dall'epopea picaresca dei pionieri ottocenteschi fino ai dietro le quinte del cinema contemporaneo, passando per il ruolo, inquietante e cruciale, giocato dall'uso della pellicola nella Prima guerra mondiale e nel nazismo e per la stagione di rottura delle nouvelles vagues europee, Kluge narra un'avventura bruciante che è stata anche una rivoluzione dello sguardo e del pensiero. Il ritorno di un autore inclassificabile capace di mettere a nudo con la sapienza del miniaturista i cortocircuiti della storia e la logica interna all'arte nata per far risplendere i sogni.
Ghenos Eros Thanatos e altri scritti sull'arte (1968-1985). Ediz. illustrata Boatto Alberto Chiodi S. (Cur.) - L'orma, 2016 - Fuoriformato. Nuova Serie
Il 15 novembre 1974, alla bolognese Galleria de' Foscherari, s'inaugura la mostra "Ghenos Eros Thanatos". Il curatore, Alberto Boatto, è uno dei più originali critici d'arte italiani. Tredici artisti (da Alighiero Boetti a Gino De Dominicis, da Giosetta Fioroni a Jannis Kounellis) sono raccolti, fra la nascita e la morte, dalla "forza che tenta di far legamento fra i due estremi": l'erotismo. Psicoanalisi, antropologia, cultura del "negativo" sono gli strumenti di questo "richiamo al represso, a quanto è vietato perché non allineato col presente e ne rappresenta il male". In occasione della mostra esce un libro che è, e non è, il suo catalogo: un "libro-mappa", "un periplo attorno alle situazioni limite della vita", "culmini cavi" della nostra esistenza. È il libro nero dell'arte italiana: messale sulfureo dei suoi riti più segreti e perturbanti. Come scrive Stefano Chiodi, "né saggio critico, né scritto teorico, né testo letterario, o meglio tutte queste cose assieme", Ghenos Eros Thanatos nega e insieme porta all'estremo, forse, la vicarietà e insieme il vampirismo dello scrivere sull'arte (nonché della critica in generale).
La Musica Duras Marguerite - L'orma, 2026 - Kreuzville Aleph
Nella hall di un albergo di provincia, un uomo e una donna si ritrovano subito dopo la sentenza che sancisce il loro divorzio. Parlano, tacciono, tornano a porsi le stesse domande di sempre, come se i tre anni trascorsi dalla separazione fossero passati invano, o non fossero passati affatto. È in una casa non lontana che si sono desiderati e odiati, che hanno voluto morire o uccidere l'altro, che hanno amato troppo e troppo male. Di tanto in tanto il telefono squilla, porta le voci dei nuovi amori, fa irrompere l'altra vita che si sono ormai costruiti. Eppure, in quella notte sospesa, nulla deve accadere e tutto è ancora in gioco. Pièce decisiva del teatro durassiano, "La Musica" (titolo che l'autrice pose direttamente in italiano) venne messa in scena per la prima volta nel 1965. È un dialogo spoglio e ossessivo, costruito su silenzi e ricordi, in cui l'amore sopravvive alla propria fine e continua a risuonare come una melodia melanconica. Vent'anni dopo, Duras scrisse "La Musica Seconda" (in originale La Musica Deuxième) per tornare a quella stessa notte, riproporla, spingerla più a fondo e trasportarla fino all'alba. "La Musica" e "La Musica Seconda" formano un dittico che costituisce un'opera unica, intrecciando un discorso lirico ed evocativo sul tempo che non passa, sull'impossibilità di «finire» una storia, sulla violenza silenziosa dell'amore quando non ha più un nome. In questa prima, attesa, edizione italiana, il testo è arricchito di un ampio apparato critico che ricostruisce la genesi dell'opera, le trasformazioni teatrali e cinematografiche, dando anche conto di varianti e riscritture. Prefazione di Arnaud Rykner.