La Bancarella Piombino Libri
Libri editi da La Bancarella Piombino Biografie: artisti e personalità dello spettacolo
Una vita per il cinema. L'avventurosa storia di Umberto Lenzi regista Trovato Silvia Arrigoni Tiziano - La Bancarella (Piombino), 2016 - Cinema
Il libro ripercorre la storia di vita del regista, dalla giovinezza nella Massa Marittima libertaria, al Centro Sperimentale di Cinematografia, al cinema di genere che lo ha portato a sperimentare linguaggi, idee e storie. Questo libro non si concentra solo sulla filmografia ma racconta interamente la vita del regista attraverso la testimonianza diretta che Umberto Lenzi ha rilasciato ai due autori; che dalle sue parole hanno ricostruito incontri, percorsi, genesi dei film, avventure, dettagli e curiosità umane. Qui troverete la storia di Umberto Lenzi a Massa Marittima con il suo sperimentale Circolo cinematografico, attività condivisa con Luciano Bianciardi, la passione libertaria del regista per la guerra civile spagnola "unica rivoluzione sociale del XX secolo". Nel racconto di una vita dedicata al cinema ci saranno anche ritratti di importanti attrici come Carroll Baker nei suoi gialli erotici, come l'esilarante e aspra comicità del grande Tomás Milian nei polizieschi; poi i film di guerra, i cannibalici, l'horror, il romanzo giallo. Una vita dedicata all'arte, alla macchina da presa, al desiderio di creare storie per immagini.
Franz Liszt e l'opera italiana. Con QR Code Baldanzi Arianna - La Bancarella (Piombino), 2025 - Saggi E Studi
Il profilo emerso dallo studio delle fantasie operistiche di Liszt consente di considerare questi lavori come espressione significativa dell'evoluzione com-plessiva del suo stile. Al pari degli Études d'exécution transcendante, esse favoriscono la sperimentazione di nuove soluzioni tecniche, rappresentando un vero e proprio "ripensamento" del virtuosismo, da cui si svilupperà la moderna tecnica pianistica. Al tempo stesso, prefigurano elementi come la spoglia semplicità, la sensibilità timbrica e la ricerca armonica, che dalle opere dell'ultimo Liszt confluiranno nell'impressionismo debussiano e nelle nuove armonie della Scuola di Vienna. In una produzione pianistica tanto vasta, il corpus delle fantasie e trascrizioni operistiche è stato a lungo considerato di scarso interesse, oggetto di giudizi sommari e spesso ridotto a mera "appendice" rispetto alle opere originali. Questi brani venivano ritenuti frutto di motivazioni utilitaristiche e pratiche, o di una temporanea adesione al gusto e alle mode del tempo. Tuttavia, è lecito domandarsi se una produzione che attraversa l'intero per-corso creativo di Liszt non sia qualcosa di più che un repertorio occasionale destinato al concertista-virtuoso. Un repertorio in cui, attraverso l'elaborazione brillante dei temi operistici più celebri - con i quali ottenne straordinari successi in ambito concertistico - si rivela un dialogo continuo con l'opera italiana. Un dialogo che, più che segnare una semplice adesione a una tendenza, potrebbe testimoniare un rapporto più profondo e consapevole con la cultura italiana. Prefazione di Vincenzo Audino. All'interno del libro sono presenti numero si QR code che permettomo di accedere direttamente ai brani musicali citati e a preziosi documenti d'epoca.
Zavattini(za) nella mia vita Bartalini Isa Arrigoni T. (Cur.) - La Bancarella (Piombino), 2011 - Biblioteca Del '900
"Il dattiloscritto di Isa Bartalini, datato 1991, donato in copia al curatore da Lilia Hartmann e depositato presso l'Archivio Storico della Città di Piombino a disposizione degli utenti (come documento allegato al fondo "Bartalini - Gaggero") è stato riprodotto nella sua integrità. Ho aggiunto a parte la corrispondenza di Isa Bartalini a Cesare Zavattini conservata presso la Biblioteca Municipale "Panizzi" di Reggio Emilia, Archivio Zavattini, Arch. ZA Corr. 609 ed ottenuta in copia grazie alla disponibilità di Giorgio Zoccolari e Chiara Boschini, che ringrazio vivamente, insieme al figlio di Cesare Zavattini, Arturo Zavattini. Per non intaccare la narrazione di Isa con l'inserimento delle sue lettere a Za ho preferito indicare nel testo stesso il riferimento alle varie lettere o cartoline che sono state riprodotte in Appendice (assieme all'articolo di Isa su De Sica del 1942)." (Tiziano Arrigoni)