La Vita Felice Libri
Libri editi da La Vita Felice Arte e architettura del paesaggio
Luoghi e paesaggi, 1961-2021. Ediz. illustrata Consonni Giancarlo - La Vita Felice, 2021 - Opere Grafiche Di Giancarlo Consonni
"Come un uccello nello spiccare il volo si affida all'aria, così la mano, nel disegno, si consegna all'emozione nel tentativo di aderirvi e di darle visibilità. L'inizio comporta un affidarsi. In gioco non è la copia del "vero". Se di fedeltà si tratta, il riferimento è l'e-motus (emovêre, trasportare fuori). La sfida è riuscire a rendere partecipi gli altri di quel 'trasporto' e dell'incantamento che lo muove. Nell'impulso iniziale convivono visione e cecità. Dal segno fissato su un supporto può scaturire un primo disvelamento, che chiede di essere proseguito e portato a conclusione. Per reggere la sfida, ogni tratto deve rinnovare la forza sorgiva dell'inizio e, insieme, stare in equilibrio fra più tensioni: fra adesione e misura, fra sicurezza e fragilità, fra conquista e rilancio, fra controllo e stupore. Anche il seguito, con il succedersi dei tratti, presenta somiglianze con il volo. E così la conclusione: l'arresto è a suo modo un atterraggio, richiede sapienza ed esperienza. Nell'aderire/disvelare, il mezzo espressivo ha la sua parte. Si avvertono apparentamenti con la musica e con la danza. Come gli strumenti musicali, per un verso, e il corpo, per altro verso, anche penna, matita, pennarello ecc. chiedono di essere ascoltati nelle loro potenzialità. Le quali si danno sempre in un rapporto concreto e peculiare con il supporto che accoglie il disegno. Ogni segno richiede un accordo. L'insieme dei segni, a sua volta, può farsi sinfonia. Il disegno è un'offerta di condivisione: la proposta di un viaggio in cui l'artista e il fruitore dell'opera stanno insieme come nel vasèl dantesco (Guido, i' vorrei che tu e Lapo ed io/ fossimo presi per incantamento/ e messi in un vasel [...]).Dove porta il viaggio? A dischiudere mondi e, forse, a ritrovarsi." (G.C.)
Piero Bottoni a Mantova. L'urbanistica come opera corale, 1954-59 Riboldazzi Renzo - La Vita Felice, 2023 - Varia
I primi cento piani regolatori redatti sulla base della legge urbanistica del 1942 e in virtù del decreto interministeriale n. 391 dell'11 maggio 1954, così come i pochi piani maturati tra la fine del secondo conflitto mondiale e la promulgazione del decreto stesso, rappresentano uno spaccato di particolare interesse sia per quanto attiene la cultura del progetto urbano e territoriale del secondo dopoguerra in Italia sia per quanto riguarda quella relativa al governo della città e del territorio. I contenuti del Piano regolatore di Mantova redatto sostanzialmente tra il 1954 e il 1956, ma entrato in vigore solo nel 1959, e le vicende connesse alla sua gestazione non fanno eccezione. Quella che va in scena nella città virgiliana negli anni Cinquanta del secolo scorso è la rappresentazione plastica del tentativo che l'Italia - la politica, la pubblica amministrazione, l'urbanistica e, in ultima analisi, la società - ha compiuto per dare alle città e al territorio del nostro Paese un assetto civile e razionale: uno sforzo immane, fondato su alcuni capisaldi legislativi, ma al tempo stesso costruito passo a passo definendo contenuti, approcci, procedure che saranno alla base della pianificazione urbanistica italiana negli anni del suo massimo sviluppo, quella che, di fatto, definirà gran parte dei tessuti urbani delle città in cui viviamo.