Le Lettere Libri
Libri editi da Le Lettere Danza
Permette un ballo? Felicità a passo di danza Marchitelli A. L. (Cur.) Meucci P. (Cur.) - Le Lettere, 2010
"Permette un ballo?" Quante volte, nella realtà e nella fantasia, abbiamo fatto questa domanda. Nella realtà chi ha avuto la possibilità di conoscere precocemente le piste da ballo; nella fantasia chi, almeno una volta, ha sognato di danzare un valzer travolgente. Ebbene questo libro, i cui autori hanno fortunosamente incontrato questa passione in età adulta, si rivolge a entrambe le grandi categorie in cui, senza tema di smentita, si può suddividere il genere umano: chi sa ballare e chi non sa cos'è un passo base. I primi troveranno spunti e personaggi che non finiranno di stupirli, e forse addirittura informazioni inaspettate anche se calcano il parquet da anni. I secondi si lasceranno almeno travolgere dall'entusiasmo che gli autori hanno cercato di trasmettere, e forse faranno capolino in una scuola: così potranno provare, anche loro, quella strana meravigliosa felicità a passo di danza.
Storia della danza. Dal Medioevo ai giorni nostri Pontremoli Alessandro - Le Lettere, 2002 - Storia Dello Spettacolo.Manuali
Storia della danza. Dal Medioevo ai giorni nostri - Le Lettere
Il ballo proibito. Storie di ebrei e di tango Biagini Furio - Le Lettere, 2004 - Biblioteca Di Nuova Storia Contemporanea
Fra il 1875 e il 1914 sbarcarono a Buenos Aires più di cinque milioni di stranieri. Molti di questi immigrati erano ebrei provenienti dai più disparati luoghi dell'Europa orientale. Dalla fusione di tutte le culture che in quel paese si erano incontrate nasceva il tango. L'apporto degli ebrei a questa avventura collettiva ha contribuito a fare di questo ballo-canzone un'arte universale. Gli ebrei lottarono duramente per integrarsi in Argentina, paese in cui i sentimenti antisemiti erano largamente diffusi. Per molti di loro il tango, musica e danza scandalosa per la borghesia "porteña", fu un mezzo di assimilazione e non è un caso se entrambi ebbero come comuni nemici sia i militari golpisti, che i movimenti fascisti.