Le Monnier Universita Libri
Libri editi da Le Monnier Universita Filosofia: estetica
Storia dell'estetica Caramelli Eleonora Gentili Carlo - Le Monnier Università, 2025 - Sintesi
Una storia dell'estetica deve fare i conti con un paradosso costitutivo. La disciplina filosofica nasce infatti intorno alla metà del XVIII secolo grazie ad Alexander Baumgarten. Dei temi che ne costituiscono l'oggetto, però - il bello, l'arte, la sensibilità -, la filosofia si era occupata fin dai suoi albori. Questo volume ricostruisce i tratti dell'intera vicenda, dai pitagorici fino ad Arthur Danto, mediante una serie di profili monografici, ognuno dei quali costituisce un approfondimento critico. Nell'ipotesi che sorregge il libro la nascita dell'estetica si realizza nel momento in cui il bello non rappresenta più l'argomento fondamentale della teodicea; vale a dire, la bellezza del mondo non costituisce più la prova inconfutabile dell'esistenza di Dio. Il nesso Baumgarten-Kant può essere indicato come il fulcro del volume. Mentre spetta a Hegel, e al privilegio da lui accordato al bello artistico rispetto al bello naturale, l'aver considerato l'arte come ciò in cui il sensibile e l'ideale possono trovare un accordo, secondo la mirabile duplicità della parola «senso».
Pensare con l'immagine. Percorsi nei Salons di Diderot Mazzocut-Mis Maddalena - Le Monnier Università, 2026 - Studi
Che un quadro 'pensi visivamente' è stato affermato, prima e meglio di chiunque altro, da Denis Diderot. La specificità dell'iconico richiede un criterio differenziale che Diderot sperimenta nel suo peculiarissimo modo di 'entrare nel quadro', nelle sue passeggiate descrittivo-esplorative, nella ridefinizione del bello e del brutto, della natura e della verità, inventando un sistema simbolico, che individua vie sperimentali per tradurre in linguaggio i significati figurali. I Salons di Diderot rappresentano la ricerca di più principi in grado di ridefinire i rapporti tra il pensiero, l'ambito della visione, l'espressione e il linguaggio anche performativo; esplicitano e mettono in moto quella capacità di esplorare il potere dei quadri in relazione a tutte le arti e in particolare alla composizione della scena teatrale, ai gesti espressivi e mimici e, in ultima analisi, a una vera e propria teoria degli affetti. A partire dalle parole dei Salons, si schiude al lettore una possibilità immaginale nuova, un'esperienza estetica che non è la descrizione del quadro di Diderot e non sarà mai il dipinto che potremo anche vedere, ma una nuova creazione, tanto coinvolgente per noi quanto il pittore ha saputo convincere e appassionare lo stesso Diderot.