Luca Sossella Editore Libri
Libri editi da Luca Sossella Editore MUSICA
La ballata del Nobel. Bob Dylan a Stoccolma Carrera Alessandro - Luca Sossella Editore, 2017 - Numerus
L'assegnazione del Premio Nobel 2016 per la letteratura a Bob Dylan ha suscitato polemiche tra chi lo considera il giusto riconoscimento a una poesia che si estende oltre il limite della pagina e chi al contrario trova che i confini tra poesia e canzone non debbano essere né spostati né confusi. Il Premio Nobel a Bob Dylan coincide anche con il suo lavoro di riproposta della canzone americana classica, dagli anni Venti agli anni Cinquanta, ormai in corso da tre anni. Questo libro, del traduttore di Bob Dylan in Italia, affronta le questioni parallele del Nobel a Dylan e del suo interesse per ogni forma e stile della canzone americana. Senza astio né indulgenza, senza far finta che il problema del rapporto tra canzone e poesia non esista, Carrera scava nel cuore della poetica dylaniana per valutare sia le differenze e le affinità tra parola scritta e parola cantata sia l'opera complessiva di un artista che, comunque lo si voglia giudicare, ha fatto più di ogni altro per rendere la canzone una delle forme d'arte dominanti del nostro tempo.
La musica del sentire. Le relazioni tra suono ed emozioni Maiocchi Marco Rapattoni Marco - Luca Sossella Editore, 2017 - Intus Legere
La musica del sentire. Le relazioni tra suono ed emozioni - Luca Sossella Editore
Racconti, apologhi e lettere d'amore alla musica Ronco Claudio - Luca Sossella Editore, 2011 - Numerus
"Sono un musicista. Più precisamente, sono un violoncellista della tradizione musicale classica europea. Nella mia quotidianità di studio, esercizio, viaggi, prove, concerti e riposo, non vivo nel mondo comune. O almeno: non ci vivo allo stesso modo di coloro che lo abitano lasciandosi guidare e istruire da prodotti e fabbricati che cambiano forma, aspetto e valore giorno dopo giorno. Ciò che è classico, per definizione, dovrebbe essere immutabile, cioè mutare solo per effetto del nostro sguardo, non nella sua intrinseca verità. Ed è proprio da quella separazione, da quello stato di annichilente esilio dal tutto e dall'infinito, che io, come musicista, ho sempre cercato di fuggire, giungendo ad appellarmi non più al solo linguaggio dei suoni ma ancora a quello della parola, anzi: della narrazione, sebbene questa, nella sua più intima essenza, sia per me null'altro che uno dei nomi della musica."