Luni Editrice Libri
Libri editi da Luni Editrice Medio Oriente
Filosofia della grande civilizzazione. La «rivoluzione bianca» dello Scià Spirito Ugo Rossi G. S. (Cur.) - Luni Editrice, 2019 - Contemporanea
Negli ultimi mesi di una vita segnata da una speculazione che tende a inverarsi nell'azione politica, Ugo Spirito ha lavorato a un volume sull'Iran governato da Mohammad Reza Pahlavi. Un libro rimasto inedito nella sua stesura integrale e oggetto, in tempi diversi, di manipolazioni e censure. A quarant'anni di distanza il testo appare nella sua versione originale, che rivela il reale pensiero del filosofo. Lo sforzo compiuto da Spirito è stato volto, nell'autunno del 1978, a comprendere e illustrare criticamente le linee guida della "rivoluzione bianca" dello Scià - avviata nel 1963 - inquadrandole nella storia della Persia e valutandone le possibili evoluzioni, mentre il Paese era sconvolto dalle proteste di piazza sfociate nel 1979 nella rivoluzione islamica guidata dall'ayatollah Khomeyni. Lo Scià appare a Ugo Spirito come un sovrano illuminato e ne valuta positivamente il sogno di trasformare l'Iran in una sorta di Città del Sole, nella quale regnino l'armonia e la collaborazione tra le classi sociali, nella prospettiva di un intenso sviluppo industriale. Una "città" laica, in cui non vi siano più sfruttatori e sfruttati, ricchi e poveri, proprietari e servi, secondo la tradizione socialista dalla quale, secondo Spirito, lo Scià ha tratto ispirazione per tracciare una "terza via" tra liberismo e comunismo. Per quanto illuminato, Spirito giudica il regime iraniano un dispotismo dittatoriale, errato sul piano teorico e fatalmente destinato a terminare con la scomparsa del suo protagonista.
Lawrence d'Arabia: i rapporti segreti della rivolta araba Lawrence Thomas Edward - Luni Editrice, 2019 - Contemporanea
Lawrence d'Arabia: i rapporti segreti della rivolta araba - Luni Editrice
La storia di Troia - Luni Editrice, 2000 - Biblioteca Medievale
La guerra di Troia è certamente uno degli eventi archetipici che non hanno mai smesso di ossessionare il pensiero d'arte dell'Occidente. L'epoca medievale non fa eccezione: anche se Omero non era conosciuto direttamente, la materia dei suoi poemi era nota principalmente attraverso i falsi reportages (risalenti al IV-V secolo d.C.) di due presunti testimoni oculari, Darete Frigio e Ditti Cretese. Su di essi è basata l'opera che inaugura la tradizione romanza della leggenda troiana, il Roman de Troie Benoît de Sainte-Maure (1160 circa). Il romanzo italiano, rimasto fino a oggi inedito, che si presenta qui per la prima volta in edizione critica è una fedele traduzione della rielaborazione in prosa del capolavoro Benoît: composto all'inizio del Trecento da un non meglio noto Binduccio dello Scelto, forse fiorentino, il Libro de la storia di Troia prende le mosse dalla spedizione degli Argonauti, lontana premessa della prima distruzione della città, per giungere fino ai nostoi degli eroi e l'uccisione di Ulisse da parte dell'inconsapevole figlio Telemaco. Particolarmente riuscite sono alcune drammatiche storie d'amore - quelle di Giasone e Medea, e di Paride ed Elena... - la cui tematica ci riporta, con felice anacronismo. ai coevi romanzi cavallereschi e cortesi. Memorabili alcune figure femminili, come quella di Polissena: nello straordinario "compianto" che essa pronuncia su sé stessa prima di essere uccisa si esprimono al tempo stesso la debolezza senza scampo dell'innocente, la dignità della principessa offesa, il rimpianto per una vita che poteva avere ben altro destino, il ricordo tutto femminile della propria bellezza e della propria verginità.