Magog Libri
Libri editi da Magog Saggistica
Segretissimo. Una storia del Novecento da Kim a Le Carré Gabutti Diego - Magog, 2023
Segretissimo. Una storia del Novecento da Kim a Le Carré - Magog
La banalità del bene Chianese Claudio - Magog, 2023
La banalità del bene rappresenta l'alba del nostro piccolo mondo. I pensieri crepuscolari di Claudio Chianese - divisi fra scritti esistenziali, bellici, metafisici - varano un progetto editoriale e culturale che orgogliosamente prende le mosse dal suo ricordo, celebrandone le note più intense. Nei meandri dei suoi testi si agitano conflitti concreti e ideali, in cui la filosofia incontra la scienza, l'epica la politica, la fantascienza la religione. Da Pascal a Gramsci, fino a Lovecraft e Tolkien, passando per Valery e Mauriac, i suoi scritti si confrontano con i grandi temi: la morte, il suicidio, l'aborto, la guerra - mentre le democrazie occidentali, in piena avaria spirituale, si abbandonano alla deriva, fra battaglie di genere e dittature del linguaggio -, restituendo una visione del mondo connaturata da uno spirito critico, mai retorico, caustico e inattuale, sempre altrove. Quell'altrove in cui oggi i nostri pensieri si incontrano.
La libertà e l'abisso Kassner Rudolf - Magog, 2023
Per Rainer Maria Rilke, la scoperta dei libri di Rudolf Kassner (1873-1959) fu decisiva, gli avevano "trapassato l'anima, come un pugnale che venga affilato contro di te". La lettura di Kassner fu in effetti una svolta per Rilke, che nel 1916 dona al filosofo il manoscritto delle "Poesie alla notte" e gli dedicherà una delle Elegie duinesi, l'ottava. Kassner sarà uno dei rari, estremi confidenti del poeta. Frequentavano entrambi il castello della principessa Marie von Thurn und Taxis, a Duino, a cui Rilke, a proposito di Kassner, scrisse "non è forse il più importante tra gli scrittori del nostro tempo?". In effetti, candidato per tredici volte al Nobel per la letteratura, Rudolf Kassner è figura di primo piano del pensiero occidentale. Viaggiò molto - spesso in India e in Russia -, fu amico di Paul Valéry e di Marguerite Yourcenar. Lo dissero "il nuovo Nietzsche" ma lui replicò che non avevano capito nulla; T.S. Eliot lo descrisse come "un grande europeo". Fece finta di nulla: era troppo vasto. In questo libro, si onora l'opera di un pensatore a lungo negletto in Italia, troppo "libero". In appendice, è ricostruito il rapporto con Rilke tramite una silloge di lettere e poesie.