Manfredi Edizioni Libri
Libri editi da Manfredi Edizioni Fotografia: collezioni
Cento anni in ventiquattro foto del Museo Hendrik C. Andersen Di Monte Maria Giuseppina Carci Giuseppe - Manfredi Edizioni, 2025 - Arte
Analizzando alcune fotografie tratte dal prezioso archivio fotografico del Museo Andersen, il volume si pone l'ambizioso fine di fornire delle chiavi di lettura dell'opera e della vita dello scultore Hendrik C. Andersen, la cui esistenza fu proiettata verso una profonda ricerca spirituale per mezzo dell'arte. Pur consapevole di essere solo una lettura parziale e ancora da approfondire, nel volume è possibile apprezzare vari aspetti, personali e sociali, che si intrecciano e si sovrappongono, nel tentativo di farne comprendere la complessità e i vari piani di lettura possibili.
Il teatro di Tato Russo nelle fotografie di Tommaso Le Pera. Ediz. illustrata Le Pera Tommaso Russo Tato - Manfredi Edizioni, 2018 -
"Tato Russo poeta, Tato Russo scrittore e commediografo, Tato Russo musicista, Tato Russo light designer, Tato Russo scenografo, Tato Russo costumista, Tato Russo regista, Tato Russo attore. Tato, sempre Tato, fortissimamente Tato. Artista a tutto tondo, completo e assoluto. Sempre in movimento alla ricerca del... non banale. Nessuno come lui nel panorama teatrale italiano ha mai rivestito con continuità e con la sua proverbiale autorevolezza e competenza tutti questi ruoli. Visionario raffinato, rivoluzionario e innovativo, anche nel cosiddetto teatro classico, sia in lingua che in napoletano, ha sempre cercato altre strade percorribili il più delle volte con risultati mirabili. Esigentissimo sul lavoro, pretende sempre il massimo dai suoi attori e collaboratori, innescando alcune volte scontri furiosi che poi inevitabilmente si stemperano quando ci si rende conto che alla fine ha sempre ragione lui."
Album di famiglia. Gli anni Cinquanta nelle fotografie di Antonello Trombadori. Ediz. illustrata Trombadori Duccio - Manfredi Edizioni, 2015 -
Tutto cominciò a Berlino nel 1948, dove mio padre si era recato subito dopo le riprese di 'Germania anno zero' che Roberto Rossellini girò nella capitale tedesca ancora fumante nelle sue rovine ed entrò in possesso di una prestigiosa fotocamera Contax Zeiss-Ikon che lo accompagnò per più di cinque anni in una avventurosa scoperta della fotografia: ne risultò un archivio di immagini studiate tra quelle di cronaca italiana e familiare, dei suoi amici e compagni militanti e dirigenti del PCI, e di tutti gli altri intellettuali, artisti e scrittori che avevano fino a quel momento condiviso i passaggi traumatici della occupazione tedesca dell'Italia, della resistenza clandestina, del ritorno alla democrazia politica in un paese umiliato che si apriva con generosità ad una prospettiva di speranze e di illusioni.